Riparte la sfida con l’Unione europea. Salvini: Vediamo chi ha la testa più dura

Matteo Salvini rilancia la sfida all’Unione europea: Con i voti degli italiani chiederò a Bruxelles meno tasse e più lavoro. Vediamo chi ha la testa più dura.

Riprende la sfida tra Matteo Salvini e l’Unione europea sulla situazione economica italiana. Dopo la lettera di risposta dell’Italia all’Ue, il leader della Lega ha fatto sapere di essere intenzionato a proseguire per la strada intrapresa senza cambiare rotta per le pressioni di Bruxelles.

La lettera dell’Italia arrivata a Bruxelles: mercoledì la risposta dell’Ue

La Commissione ha ricevuto la lettera inviata dal governo italiano, nello specifico dal titolare del MEF Tria e ha fatto sapere che entro la giornata di mercoledì invierà a Roma una missiva con le proprie conclusioni e valutazioni sul testo presentato dall’Italia. Come riferito da un portavoce dell’Ue, le conclusioni sulla situazione italiana saranno rese note insieme con le raccomandazioni economiche.

Giovanni Tria
Roma 09/11/2018 – Il Ministro dell’Economia incontra il Presidente dell Eurogruppo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Giovanni Tria

Matteo Salvini sfida l’Unione europea: Userò il consenso che voi mi avete dato per chiedere a Bruxelles di lasciarci lavorare come gli italiani ci chiedono

La lettera inviata dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha trovato il consenso del vicepremier Matteo Salvini, il quale si è detto soddisfatto per le condizioni poste dal governo italiano.

“Sono soddisfatto […] perché ci sono segnali positivi per l’economia italiana e sono convinto che l’Europa rispetterà la nostra volontà di crescere e tagliare le tasse […]. Non sono assolutamente preoccupato dalle reazioni di Bruxelles: anzi se riusciremo, come sono convinto, grazie al voto degli italiani, ad abbassare le tasse, torneremo a essere un Paese stabile e uno dei primi al mondo dove investire”.

Matteo Salvini ha poi rilanciato la sfida all’Unione europea facendo sapere di essere intenzionato a dare battaglia a Bruxelles per far valere le proprie ragioni, incoronate dal voto degli italiani del 26 maggio.

“La settimana prossima userò il consenso che voi mi avete dato non per chiedere una poltrona in più in Italia, chi se ne frega, ma per dire a Bruxelles: lasciateci lavorare come gli italiani ci chiedono, ‘meno tasse e più lavoro’. E se ci diranno ‘no’ vedremo chi avrà la testa più dura“.

ultimo aggiornamento: 02-06-2019

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