Nel Centrodestra c’è un punto in comune che le lega la Meloni con le altre divisioni: l’assertività nei confronti della Cina.

All’interno della coalizione di centrodestra, che sembra aggiudicarsi già la meglio per il 25 settembre, abbiamo diverse divisioni sulla politica estera. FdI, Lega e Fi, nonostante alcune diverse ideologie, sono accomunate da un punto in comune: l’assertività nei confronti della Cina. In più, anche la critica al MoU, firmato dal governo Conte 1 nel 2019. La Meloni espone le sue dichiarazioni a riguardo.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Dichiarazioni di FdI

Il centrodestra, favorito alle elezioni del 25 settembre, possiede diverse motivazioni per fomentare l’odio contro la comunità cinese, abbracciando la dura politica promossa negli Usa. Dopo lo scoppio della pandemia, la Cina si è resa ostile a causa della crisi economica, poi la tesi sulla creazione del Coronavirus in laboratorio e, infine, l’aumento della immigrazione in Italia.

Nel 2020 la Meloni già accusava il grande continente asiatico di aver portato il Covid in Italia. Con Giletti poi ha parlato del “regime comunista cinese che non rispetta i diritti umani e quelli dei lavoratori”, difendendo quindi i valori occidentali minacciati dal comunismo.

Con il centrodestra al potere c’è il rischio anche di un raffreddamento dei rapporti di Roma con Bruxelles e Washington. In molte occasioni la leader di FdI ha ribadito la necessità dell’Italia di appoggiare le sanzioni europee contro la Russia, rimanendo agganciata all’Unione Europea e all’Occidente, contro i governi “autocratici” della Russia e della Cina.

Fino a poco tempo fa, Giorgia Meloni criticava spesso le decisioni di politica estera di Stati Uniti e Unione Europea e nel 2014 si professava a favore del referendum in Crimea. A farle cambiare rotta è stata la volontà di proteggere l’Italia dal fallimento economico e dall’isolamento geopolitico. Così, invia anche un messaggio in cui rassicura l’appoggio dell’Italia per l’Ucraina.

Il Centrodestra e la Cina

Ma come si comporterà con la Cina il governo di centrodestra? Se Berlusconi è sempre stato coerente nei rapporti con Pechino, non si può affermare lo stesso per Salvini: vicepremier nel momento dell’ingresso dell’Italia nella Via della Seta, quando è caduto il governo gialloverde, mostrando il suo sostegno ai manifestanti hongkonghesi davanti all’ambasciata cinese a Roma.

La Meloni, nel 2008, ha criticato la politica cinese nei confronti del Tibet e posto l’accento sulla necessità di mobilitarsi a favore dei tibetani. Ma solo di recente la leader di FdI ha rafforzato la sua politica anticinese. Sul tema di un eventuale attacco cinese, la leader di FdI afferma: “Non dimentichiamo che l’Unione europea è anche un mercato di sbocco chiave per la Cina, che rischia di essere chiuso se decidesse di attaccare l’isola”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

Speciale Governo

ultimo aggiornamento: 24-09-2022


Pnrr, Europa verso lo sblocco di altri 21 miliardi 

Elezioni 2022: i collegi in bilico che potrebbero determinare il risultato