Meloni convoca i sindacati: dalle pensioni agli extraprofitti

Meloni convoca i sindacati: dalle pensioni agli extraprofitti

Mercoledì 9 novembre ci sarà il primo incontro tra Giorgia Meloni e i sindacati Cgil, Cisl, Uil in cui si discuterà di energia, salari e inflazione.

Arriva il primo incontro tra la premier Meloni e le forze sociali. La presidente del Consiglio ha convocato i leader di Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi. Di ritorno dall’Egitto, la premier quindi incontrerà i sindacati per aprire un dialogo sulle questioni prioritarie come redditi e energia. “Concentreremo le risorse a disposizione per aiutare gli italiani a far fronte all’aumento del costo dell’energia, senza disperdere risorse in bonus inutili”, ha detto la premier. L’obiettivo è instaurare un confronto stabile, duraturo, trasparente e soprattutto “preventivo” con cui riportare al centro dell’agenda politica il lavoro e i lavoratori.

Giorgia Meloni ha chiarito che sono stati già raggiunti “due obiettivi importanti”: i 30 miliardi per mettere in sicurezza dal caro bollette e il “primo passo” per la sicurezza energetica. I temi che porteranno al centro della discussione i segretari Landini, Sbarra e Bombardieri saranno il sostegno ai redditi e maggiore flessibilità per la pensione, la lotta al precariato e la riduzione del cuneo fiscale.

Cgil

I temi che il governo discuterà con i segretari delle parti sociali

La Cisl insiste sulla creazione di una “visione che conduca ad un progetto-Paese” per assicurare riforme capaci di garantire “coesione, crescita e partecipazione sociale” ha detto il segretario Sbarra. In campo anche il taglio del cuneo fiscale. Confindustria propone “Un taglio da 16 miliardi per i redditi sotto i 35mila di euro, due terzi a favore dei lavoratori e un terzo alle imprese con cui mettere in tasca 1.200 euro netti in più per ogni dipendente”.

Per quanto riguarda le pensioni, Landini si schiera contrario a Quota 41. “Il problema è quale riforma delle pensioni fare perché se uno dice Quota 41 e poi ci mette di fianco l’età e salta fuori che è quota 103-104-105, di cosa stiamo discutendo?”, prosegue Landini. Per questo la Cgil torna a chiedere di “mettere mano a tutta la riforma delle pensioni perché serve una pensione di garanzia per i giovani, e una lotta al precariato e serve riconoscere i danni fatti dalla riforma Fornero alla donna”.