Migranti, la Francia attacca Salvini: “Comportamento inaccettabile”. Il vicepremier: “Barconi a Marsiglia”

Sea Watch, la Francia attacca Matteo Salvini sui migranti: “L’Italia non è un paese indegno ma il comportamento del Ministro non è accettabile”.

Caso migranti, la Francia attacca Matteo Salvini, Continua a tenere banco il caso Sea Watch, con il governo di Parigi che è tornato ad attaccare il Ministro dell’Interno definendo inaccettabile il suo comportamento.

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron

Migranti, la Francia contro Matteo Salvini: Il suo comportamento non è accettabile

L’ultimo attacco arriva dalla portavoce del governo francese Sibeth Ndiyaye, intervenuta ai microfoni di BFM-TV.

“L’Italia non è un Paese indegno ma il comportamento del vicepremier e ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, sulla questione dei migranti non è accettabile”.

Matteo Salvini
Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

Salvini: I prossimi barconi andranno a Marsiglia

La risposta del leader della Lega è arrivata nel giro di pochi minuti, con Salvini che ha minacciato la Francia facendo sapere che i prossimi barconi e le prossime navi delle Ong che si avvicineranno alle coste italiane saranno cordialmente indirizzate verso il porto di Marsiglia.

“Il mio comportamento sull’immigrazione è inaccettabile? Il governo francese la smetta di insultare e apra i suoi porti, gli italiani hanno già accolto (e speso) anche troppo […]. Prossimi barconi? Destinazione Marsiglia”.

Matteo Salvini migranti
Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

Europa divisa, Italia lasciata sola sul caso migranti

L’emergenza legata alle immigrazioni clandestine sembra ancora lontana da una soluzione condivisa auspicata dal governo italiano, che ha fatto sapere di aspettarsi un aiuto concreto da parte degli alleati europei, che proprio come il governo di Roma sarebbe stato responsabile del fatto che oltre quaranta persone sono rimaste in mare per due settimane.

Chiaro il pensiero di Salvini: se Olanda e Germania, ad esempio, avessero aperto i propri porti alla Sea Watch guidata da Carola Rackete la questione si sarebbe conclusa in tempi ridotti e probabilmente senza l’arresto della comandante.

ultimo aggiornamento: 02-07-2019

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