Caso migranti, per l'Ue la Libia non è un porto sicuro

Ora l’Ue detta legge anche sui migranti: la Libia non è un porto sicuro

Migranti, per l’Ue la Libia non è un porto sicuro: accolte le lamentele della Sea Watch contro il Ministro Matteo Salvini. Che non cambia ‘rotta’.

Pe l’Ue la Libia non è un porto sicuro. L’ultimo risvolto del caso Sea Watch, con la nave che per ore ha vagato tra Malta e Lampedusa senza una meta, arriva incredibilmente da Bruxelles.

La Sea Watch ignora l’offerta della Libia che aveva offerto un luogo per lo sbarco

Il caso nasce dalla richiesta di Salvini di incriminare il comandante della Sea Watch 3 per essersi rifiutato di fare rotta verso la Libia, dalla quale aveva ricevuto il via libera per lo sbarco.

La nave dell’Ong ha rifiutato la proposta facendo sapere di non considerare il territorio libico un luogo sicuro per far sbarcare i migranti.

Sea Eye migranti
Fonte foto: https://www.facebook.com/seaeyeIT

Ue, la Libia non è un porto sicuro per i migranti

La risposta al ministro dell’Interno arriva direttamente da Bruxelles, che regala un’assist d’oro alla Sea Watch sottolineando come la Libia non possa essere considerato un posto sicuro. Tradotto, sarebbe legittimo trasportare i migranti per diverse miglia fino al ‘successivo’ porto sicuro, che sarebbe di fatto Lampedusa.

Sea Watch
fonte foto https://twitter.com/seawatch_intl

Anche per i giudici italiani la Libia non può essere considerata come un paese sicuro per i migranti soccorsi in mare

La nota europea fa eco alla decisione di un Tribunale italiano che aveva assolto un sudanese e un ghanese accusati di resistenza dopo essersi opposti con la forza alle autorità che avrebbero dovuto riconsegnarli ai colleghi libici.

I giudici, appurati i fatti, hanno considerato i due come non colpevoli definendo il loro atteggiamento come una legittima difesa.

ultimo aggiornamento: 15-06-2019

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