Il ministro degli Interni Piantedosi ha glissato le critiche della Commissione europea sulla gestione dei migranti.

La Commissione europea ha ricordato all’Italia che è responsabile di tutte le persone che si trovano in acque territoriali a differenza di quanto sosteneva il governo Meloni. I migranti a bordo delle navi presenti nelle acque territoriali italiane hanno tutti diritto di fare domanda d’asilo e l’Italia ha l’obbligo di garantire il rispetto delle procedure previste dalle norme internazionali. Questo è stato l’ammonimento della Commissione Ue che smentisce la regola secondo cui i migranti debbano rivolgersi al paese di bandiera delle navi Ong, in questo caso Germania e Norvegia.

“Salvare le vite in mare è un dovere legale e morale e, in base alle norme internazionali, bisogna tenere le persone sulle navi il minor tempo possibile”, ha ribadito la Commissione Ue. Sul fatto che Onu e Ue hanno definito la selezione dei migranti illegale, Piantedosi ha parlato di ricorsi in atto e che poi si deciderà nelle sedi competenti.

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Il ministro riferirà in Parlamento

Il ministro poi replica duramente alle critiche sulle parole utilizzate nei giorni scorsi, soprattutto carico residuale. “Se vi fermate all’esegesi dell’espressione burocratica fate pure ma non accettiamo lezioni da nessuno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani”, ha detto il capo del Viminale. Inoltre, sulla sua decisione di trattenere sulla nave le persone non fragili, il ministro ha detto: “No, non sono in mare, sono al sicuro”, confermando “il rispetto delle regole”.

Anche la Francia ha criticato la gestione italiana per poi prendersi in carico presso il porto di Marsiglia la Ocean Viking con 235 persone a bordo dopo un colloquio tra Macron e Giorgia Meloni. Il Pd ha chiesto un’informativa urgente del ministro Piantedosi sulla situazione nel porto di Catania. La richiesta è stata sostenuta da tutte le opposizioni. Probabilmente il ministro riferirà in Parlamento giovedì o martedì prossimo.

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ultimo aggiornamento: 09-11-2022


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