Goffredo Bettini, esponente di spicco del Partito democratico, soprattutto della Capitale, parla del rapporto con i 5 stelle.

Uno dei più ferventi sostenitori dell’alleanza giallo-rossa, ora Bettini nega di voler fare un partito con i 5 stelle. Intervistato dal Corriere della Sera parla del suo partito e della crisi di identità che sta attraversando il Pd. Dall’opposizione inesistente – dalla campagna elettorale – al lungo processo ricostituente del partito guidato da Letta fino al nuovo segretario. Nel frattempo, il Pd ha chiuso le porte a Letizia Moratti che correrà nelle fila del Terzo Polo alle prossime Regionali, rischiando di perdere una partita importante.

La sconfitta della Lombardia potrebbe replicarsi anche nel Lazio che andrà al voto nel 2023. Qui un ruolo fondamentale lo gioca l’ex ministro Goffredo Bettini da sempre promotore dell’alleanza con i grillini. Ma il dem chiarisce: «Non voglio fare alcun partito con Conte. Il leader del M5S gioca la sua partita. Abbiamo insieme ben governato l’Italia. Ora siamo in una fase totalmente diversa. È il momento dell’autonomia del Pd, di un ritorno alle ragioni della nostra esistenza. Occorre scegliere il nostro punto di vista sul mondo di oggi. Questo è il senso che do al nostro congresso costituente».

Enrico Letta
Enrico Letta

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Il Pd deve ripartire dai suoi valori fondativi

Per Bettini, il Pd deve farsi delle domande molto chiare per riposizionarsi e capire da che parte stare. “Stiamo con l’elmetto della Nato o per un’Europa rispettosa delle sue alleanze storiche, ma autonoma e multipolare? Siamo con il salotto buono della borghesia italiana o con il lavoro povero, la precarietà, la disoccupazione, la fatica femminile? Siamo per stroncare l’evasione fiscale e per un fisco progressivo o per risparmiare qualche spicciolo togliendo ai poveretti il reddito di cittadinanza?” Secondo il dem, “non si può continuare con una sorta di “mezzadria dell’anima” che ci ha reso incolori».

Importante è anche la partita dell’opposizione: “A noi spetta agire e pensare, contrastare nell’immediato l’avversario e riaprire una prospettiva strategica» dice riguardo al governo Meloni che non crede sia destinato a cadere in pochi mesi. Bettini parla anche dell’agenda Draghi e quello che l’ex premier ha fatto per l’Italia per cui esserne grati. Ma secondo l’esponente dem quella è stata una fase transitoria ed emergenziale, una situazione eccezionale. Volerne fare un modello per il futuro è ciò che ha danneggiato lo stesso Draghi e quindi bisogna chiudere con l’era Draghi e tornare al confronto politico, “aspramente politico».

Il problema del sorpasso nei sondaggi del M5S che è diventato il primo partito dell’opposizione, secondo Bettini, è che Conte è andato a tappare i buchi lasciati stesso dal Pd. «Conte è entrato nel nostro elettorato perché la sinistra non ha fatto la sinistra. È puerile protestare perché qualcuno conquista una parte dei nostri consensi. In politica se lasci un vuoto, qualcun altro è destinato a riempirlo».

Per quanto riguarda le regionali in Lazio per Bettini sarebbe “naturale avere un’intesa” con il M5S per non regalare anche il Lazio alla destra.

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ultimo aggiornamento: 08-11-2022


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