La Procura di Roma ha iscritto due persone sul registro degli indagati per le minacce di morte verso Luigi Di Maio.

L’odio online è un fenomeno davvero triste, eppure decisamente troppo diffuso. Con l’avvento di Internet, si ha la possibilità di comunicare in una frazione di secondo tutto ciò che si vuole a praticamente chiunque. Il web ha democratizzato la comunicazione, eppure non sempre questo è un bene. Specialmente nel caso di persone che non riescono a servirsi delle grandissime potenzialità degli strumenti multimediali a disposizione della maggior parte delle persone. Questo è il caso dei due indagati per minacce di morte verso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

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Le minacce ricevute da Di Maio

A inizio aprile, Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri italiano, aveva ricevuto delle minacce di morte via social media, da parte di alcuni sostenitori di Putin. La Procura di Roma ha iscritto sul registro delle notizie di reato due individui, indagati in relazione ai messaggi di morte contro Di Maio. I carabinieri del Reparto Operativo di Roma hanno perquisito gli appartamenti di un siciliano e di un lombardo.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Dopo le dichiarazioni del titolare della Farnesina, sul profilo social di Di Maio e sui profili personali di alcuni individui che non erano d’accordo con il suo pensiero, erano apparsi alcuni messaggi minatori. Parliamo di esternazioni quali: “Di Maio con una spranga nel cervello”, “Ti faranno fuori”, “Muori male”“Putin manda qualcuno ad ammazzarlo”. Minacce gravissime, che hanno portato ad un potenziamento della scorta del ministro degli Esteri.

Come sono stati scovati i due indagati?

Gli indirizzi IP dei due indagati sono stati scovati “a ritroso” da parte dei carabinieri della Sezione Indagini Telematiche, facenti parte del Nucleo Investigativo di Roma. La magistratura ha dunque proceduto al sequestro dei cellulari dei due. Gli accertamenti giudiziari stanno proseguendo in questi giorni, seppure i due individui non sembrano essere connessi ad alcun gruppo estremista. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma ha diffuso una nota, nella quale si sottolinea che ci troviamo ancora nella fase preliminare delle indagini. Da ciò, i soggetti indagati vanno considerati innocenti, almeno per ora.

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ultimo aggiornamento: 13-04-2022


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