Mini bollo auto, tassa dimezzata per quattro milioni di veicoli (circa). Ma il provvedimento incluso nella manovra ha sollevato polemiche: va contro i principi dell’Ecotassa.

Le novità per il mondo della automobili – o meglio per gli automobilisti – non finiscono con l’Ecotassa (che cos’è e come funziona). Stando alle ultime versioni del testo della manovra è prevista infatti l’introduzione di un mini bollo, un’agevolazione che interesserà circa quattro milioni di auto.

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Mini bollo, tassa dimezzata per quattro milioni di veicoli. Chi ne ha diritto

Il mini bollo interessa i possessori di automobili e motocicli che siano di comprovato interesse storico e/o collezionistico.

Si tratta di mezzi immatricolati per la prima volta in un arco di tempo compreso tra i venti e i ventinove anni.

Per ottenere lo sconto sul bollo auto, le macchine dovranno avere il certificato di rilevanza storica rilasciato da ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo e Storico FMI.

Il provvedimento interesserebbe veicoli che dallo scorso 2015 avevano perso ogni diritto e ogni benefit, e che invece sarebbero soggette a un maxi-sconto con un certificato di rilevanza storica.

Riforma Bollo Auto
Fonte immagine: https://twitter.com/Federauto_IT

La polemica: mini bollo per auto inquinanti

Il provvedimento ha però scatenato le polemiche degli addetti ai lavori del mondo delle automobili e di parte della politica italiana.

I veicoli che riceverebbero lo sconto sul bollo auto, infatti, inquinerebbero più dei trenta milioni di vetture in circolazione.

Il conflitto con i principi che hanno spinto il governo a promuovere l’Ecotassa e l’Ecobonus è evidente in quanto spingerebbe i possessori di auto vecchie – e inquinanti – a tenere le proprie automobili senza investire in vetture più ecologiche.

Il provvedimento, meno sponsorizzato di altro e di certo non al centro di un caso mediatico come reddito di cittadinanza e quota cento, è alle prese con le discussioni in Aula, con il parlamento diviso di fronte a quello che è stato definito come un corto-circuito nella stesura della manovra economica stilata dal governo a guida Lega-Movimento Cinque Stelle.


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