Gli amanti delle due ruote utilizzano una serie di gesti codificati ed associati ad un significato specifico per salutarsi e non solo.

Non tutti sanno che i motociclisti usano uno specifico linguaggio, fatto di una serie di segni e gesti, per comunicare tra loro mentre guidano in strada. Si tratta di una ‘lingua’ vera e propria, che permette ai centauri di scambiarsi un semplice saluto o altre informazioni in maniera chiara e sicura senza pregiudicare la sicurezza alla guida. Si tratta per lo più di gesti intuitivi e di facile lettura, in grado di creare un canale di comunicazione sicuro – e condiviso anche a livello internazionale – durante i viaggi in moto.

Significato saluto motociclisti

Il ‘saluto’, ovvero il gesto che si compie quando si incrocia un altro motociclista, consiste nel tirare fuori il braccio sinistro, tenendolo più basso rispetto alla linea delle spalle (con un inclinazione di circa 45°), formando una ‘V’ con l’indice e il medio. Lo stesso segnale si può fare – per ovvi motivi di sicurezza – anche senza staccare la mano dal manubrio, ma alzando soltanto le due dita. Tra i riders di moto sportive, lo stesso gesto viene fatto nello stesso modo ma utilizzando solo l’indice.

Non tutti i ‘gruppi’ (ossia motociclisti che guidano moto dello stesso marchio o della stessa tipologia) utilizzano il saluto sopra illustrato. Ad esempio, specie tra i patiti di BMW e Moto Guzzi, il saluto più diffuso consiste nel rivolgere il palmo della mano aperta al fronte di marcia.

Oltre al semplice saluto, la ‘lingua dei motociclisti’ include altri segni, ciascuno utilizzato con un significato specifico, a seconda di ciò che si vuole comunicare al resto della colonna:

  • Stop: braccio sinistro abbassato con il palmo rivolto all’indietro; in alternativa, braccio disteso verso l’alto con il palmo aperto o il pugno chiuso;
  • Rallentare: braccio sinistro completamente teso mosso più volte dal basso verso l’alto;
  • Partire o seguire: braccio sinistro alzato con il palmo aperto mosso in avanti;
  • Accelerare: palmo della mano sinistra aperto, si muove dal basso verso l’alto;
  • Fare strada: braccio disteso e ripiegato in avanti;
  • Svoltare: braccio destro o sinistro teso dallo stesso lato in cui si intende girare;
  • Incolonnarsi: braccio sinistro alzato; se chi fa il cenno alza solo l’indice, vuol indicare di formare una sola colonna; se alza l’indice e il mignolo (oppure l’indice e il medio), l’ordine è di disporsi in due colonne;
  • Serrare le fila: pugno sinistro chiuso che viene alzato e abbassato ripetutamente per far cenno di compattare la colonna;
  • Spegnere le frecce: braccio sinistro teso verso il basso con la mano che si apre e si chiude a ritmo regolare (si usa se qualche motociclista in colonna ha dimenticato di disinserire gli indicatori di direzione);
  • Presenza di forze dell’ordine: mano sinistra che colpisce più volte il casco.
  • Pericoli in strada: strisciare un piede per terra o fare un cenno con il braccio possono indicare la presenza di pericoli, buche o altro cui prestare attenzione;
  • Prossima uscita: braccio sinistro in avanti con indice proteso. Con questo gesto si indica l’intenzione di imboccare la più prossima uscita o intersezione; in alternativa, può suggerire si fermarsi presso la prima area di sosta disponibile lungo il tragitto;
  • Necessità di rifornimento: indicare il serbatoio del carburante con l’indice o il pollice;
  • Sosta per mangiare o bere: mano sinistra con i polpastrelli uniti portata alla bocca (se si vuole comunicare l’intenzione di fermarsi per mangiare) oppure pugno chiuso con pollice in fuori (per indicare una sosta per abbeverarsi); se invece si vuole comunicare il bisogno di una sosta per usare i servizi igienici, basta fare un cenno con il braccio sinistro proteso all’infuori ed il pugno chiuso.

Quando si effettua una sosta sul ciglio della strada, anche il posizionamento del casco rappresenta un ‘segno’ per chi sopraggiunge. Se è appoggiato sulla sella, vuol dire che non ci sono particolari problemi; qualora, invece, venga appoggiato sul manto stradale, rappresenta una richiesta d’aiuto, svolgendo anche le veci del triangolo catarifrangente.

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Saluto Motociclisti
Fonte immagine: https://pixabay.com/en/motorcycle-harley-colorful-biker-2381680/

Il saluto tra motociclisti e scooteristi

Quella del saluto è vissuta come una questione di una certa importanza all’interno dell’universo dei motociclisti. O meglio, è piuttosto dibattuta. I forum dei siti e dei blog specializzati, infatti, mostrano una certa divisione in tal senso: alcuni considerano il saluto come un segno distintivo imprescindibile, altri lo vedono come un’usanza che sta andando in disuso.

Per molti, il mancato saluto è sintomo di divisioni interne ad un universo variegato che raccoglie appassionati dai gusti e della possibilità diverse. In altre parole, non basterebbe – condizionale d’obbligo – condividere la stessa passione per le due ruote per essere considerati allo stesso modo. Come già accennato, gli appassionati di una marca o di una Casa piuttosto che un’altra tendono a far gruppo e a distinguersi da chi guida una moto diversa.

Un ulteriore distinzione esiste – per molti ma non per tutti – tra motociclisti e ‘altri’ bikers; gli ‘scooteristi‘ infatti vengono considerati spesso come appartenenti ad un’altra categoria e, pertanto, non ‘degni’ di alcun particolare gesto saluto motociclisti o degli altri segnali utilizzati da chi è in sella ad una moto.

Il ‘saluto’, infatti, sarebbe basato sul riconoscimento di una sorta di parità di rango che può essere determinata marchio, dal tipo di mezzo o dal casco. Nel primo caso, il segnale è indirizzato a motociclisti che guidano mezzi della stessa Casa motociclistica (Harley, BMW e così via). Per quanto riguarda la tipologia di moto, ci si riferisca a modelli di serie oppure naked, chopper, cafe racer o enduro.

Saluto motociclisti storia e origine

Sull’origine del saluto tra motociclisti in rete circolano numerose leggende, nessuna delle quali appare particolarmente attendibile o fondata. Dalle varie versioni che si possono reperire tra blog e forum dedicati al motociclismo, appare quantomeno possibile che il gesto delle dita a ‘V’ possa avere origini medioevali in quanto riprenderebbe un’usanza in voga tra cavalieri. Più plausibile che il saluto sia nato negli anni Settanta e da allora si sia imposto, anche tra biker che guidano moto diverse (‘harleyisti’, ‘BMWisti’ e altri) e non sempre condividono per intero lo stesso codice gestuale.

Fonte immagine: https://pixabay.com/en/buffalo-soldier-bikers-bikes-bikers-244426/

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