Solo il dodici per cento dei parlamentari del Movimento 5 Stelle è in regola con i rimborsi. Ma le espulsioni di massa rischiano di mettere in difficoltà il governo.

Movimento 5 Stelle, solo il dodici per cento è in regola con i rimborsi. E ci sono esponenti che non pagano da un anno. Ma i problemi non finiscono qui. Tra i morosi (che sono tanti), ci sarebbe anche un gruppo di ribelli che sarebbe intenzionato a lasciare il Movimento nel 2020 senza mettersi in regola con i pagamenti.

Senato
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Movimento 5 Stelle, ci sono i deputati che non sono in regola con i rimborsi

Insomma, il panorama degli esponenti del Movimento 5 Stelle non n regola con il pagamento dei rimborsi è variegato. Ci sono i furbi, ci sono i distratti, ci sono quelli delusi dalla svolta a sinistra del Movimento e ci sono quelli che contestano il metodo Casaleggio e la leadership di Luigi Di Maio. Non mancano ovviamente i prudenti, ossia quelli che convinti che anche il governo giallorosso possa cadere ben prima della fine del mandato, e quindi non vogliono scoprirsi economicamente.

D’altronde un conto è rinunciare a una modesta somma al mese sapendo di poter godere per anni di un eccellente stipendio. Un conto è pensare che l’eccellente stipendio di cui sopra possa non essere più erogato da un giorno all’altro. E con l’aria che tira, in caso di elezioni, il MoVimento rischierebbe di avere solo una modesta rappresentanza in Parlamento. Tradotto, molti resterebbero a casa con incarichi secondari. E così si spiega il mancato pagamento dei rimborsi.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Le espulsioni rischiano di mettere il governo in difficoltà

Stando ai dati a disposizione, solo i dodici per cento dei deputati del Movimento 5 Stelle sarebbe in regola con i rimborsi. E qui si apre un tema particolarmente spinoso. Sui morosi pende la scure delle espulsioni, ma i pentastellati non sono nelle condizioni di poter procedere con una epurazione.

La stabilità del governo si regge anche e soprattutto sulla maggioranza in Aula del MoVimento stesso, che rischierebbe di andare sotto in caso di espulsioni di massa. Insomma, qualcuno potrebbe essere sacrificabile per dare l’esempio, nella speranza che gli altri si affrettino a mettersi in regola.

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