La Nato terrà un’esercitazione nucleare settimana denominata Steadfast Noon, ovvero “mezzogiorno costante”.

Come prevede l’iter annuale, settimana prossima si terrà un’esercitazione nucleare da parte di quattordici paesi dell’Alleanza, per mantenere in sicurezza ed efficienza il meccanismo di “deterrenza nucleare”. Come spiega il segretario dell’alleanza Stoltenberg, è necessario talvolta aggiornare le basi nucleari esistenti per supportare la capacità di attacco nucleare della NATO e ospitare anche l’arrivo dei nuovicacciabombardieri F-35A.

bandiera NATO
bandiera NATO

Dopo gli attacchi missilistici russi su Kiev che l’Ucraina ha dovuto affrontare, la Nato annuncia l’esercitazione delle forze strategiche nuclari in programma per la settimana prossima. Si tratta di un’operazione di routine già programmata, ma la tempistica potrebbe incitare l’escalation bellica in corso ai confini orientali d’Europa.

Ad annunciare la notizia è stato il segretario dell’alleanza Stoltenberg, che rischia di creare un altro scontro dialettico che ha già visto Biden rifiutare l’incontro con Putin proposto dal ministro degli esteri di Mosca Lavrov. Tuttavia, spiega che cancellare l’esercitazione a causa dei rischi potrebbe essere controproducente.

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Come avviene l’esercitazione nucleare

Come ogni anno, la prossima settimana quattordici paesi dell’Alleanza terranno un’esercitazione di routine per mantenere in sicurezza ed efficienza il meccanismo di “deterrenza nucleare”. Il nome in codice è Steadfast Noon, che vuol dire “mezzogiorno costante”, in opposizione alla “mezzanotte” con cui si indica la catastrofe nucleare.

Di solito dura una settimana e coinvolge jet in grado di trasportare testate nucleari ma senza utilizzare davvero alcun ordigno. L’esercitazione sarà gestita da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, i tre stati membri della Nato che possiedono armi nucleari. 

Pare che le basi nucleari statunitensi e NATO siano a Kleine Brogel in Belgio, Büchel in Germania, Aviano e Ghedi-Torre in Italia, Volkel nei Paesi Bassi e Incirlik in Turchia. Due delle basi nucleari nell’Europa meridionale (Aviano nel nord-est dell’Italia e Incirlik nella Turchia meridionale) hanno avuto degli aggiornamento sul sistema negli ultimi anni per rafforzare la protezione delle armi nucleari immagazzinate nelle basi.

Queste armi erano dirette al ritiro se non fosse stato per l’invasione russa dell’Ucraina nel 2014. Così la NATO da allora ha ribadito l’importanza di mantenere aggiornate le tattiche di deterrenza: a Ghedi, per esempio, sarebbero custodite circa 15 bombe B61 sotto la custodia del 704° Munition Support Squadron (MUNSS) dell’USAF, una unità di sicurezza e manutenzione statunitense incorporata nella base dove sono in corso importanti lavori di rafforzameno.

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ultimo aggiornamento: 12-10-2022


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