L’annuncio della Nato con il portavoce Alisson Hart che ha confermato un “rimodellamento” della missione in Iraq.
Continua la guerra in Iran e in tutto il Medio Oriente con le prevedibili conseguenze. Una di questa riguarda la decisione della Nato di ritirarsi temporaneamente dall’Iraq. A renderlo noto un funzionario rimasto anonimo le cui parole, però, hanno poi trovato conferma dal portavoce Hart che ha parlato di “rimodellamento” della missione nel Paese.

La Nato annuncia ritiro temporaneo dall’Iraq
La missione Nato in Iraq si è temporaneamente ritirata dal Paese. Lo hanno riferito all’Afp due funzionari della sicurezza irachena, citando l’impatto della guerra in Medio Oriente. “Non ci sono disaccordi” con il governo iracheno, ha dichiarato un funzionario in condizione di anonimato. “Si tratta di un ritiro temporaneo. Sono preoccupati per la situazione”, ha aggiunto.
La notizia della decisione della Nato è poi stata in un certo senso confermata dal portavoce dell’Alleanza, Alisson Hart, che però non ha fornito particolari dettagli. “Possiamo confermare che stiamo rimodellando il nostro dispiegamento nell’ambito della missione Nato in Iraq. La sicurezza del nostro personale è di primaria importanza”, ha fatto sapere il portavoce.
Khamenei e la creazione dell’insicurezza
“Il Ministero dell’Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani”. Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian “per il martirio del ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib”.
Secondo quanto si apprenda dal messaggio pubblicato su Mehr News, l’agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come “un veterano di guerra instancabile” che “ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica”.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hannoanche fatto sapere che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini.