Si tratta per la prima volta di una propaggine locale e non di riferimenti dell’associazione a delinquere calabrese.

Le procure di Roma e Reggio Calabria hanno coordinato un’operazione congiunta contro la ‘ndrangheta per la scoperta di una locale nella capitale. Sono 38 le persone portate in carcere e 5 agli arresti domiciliari nel Lazio. Invece, in Calabria ci sono state 29 ordinanze di custodia in carcere e sei persone sono state messe ai domiciliari. Le intercettazioni che hanno portato all’arresto dei soggetti dicono “noi a Roma siamo una propaggine di là sotto”.

Gli inquirenti hanno scoperto quindi l’esistenza della prima ‘ndrina riconosciuta ufficialmente dalla “casa madre ” in Calabria a Roma. ‘Siamo una carovana per fare la guerra’, afferma il boss Vincenzo Alvaro, ritenuto dagli inquirenti uno dei due capi della ‘ndrina operante a Roma, in una intercettazione agli atti dell’indagine. Nella capitale, secondo la procura ci sarebbe una vera e propria filiale della ‘ndragheta calabrese.

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La prima filiale autonoma della ‘ndrangheta a Roma

Per la prima volta viene individuata una locale a Roma dell’associazione calabrese. Non che prima non vi fosse la presenza della ‘ndrangheta nella capitale ma non aveva una struttura organizzativa precisa come quella che è stata scoperta ora. L’obiettivo di questa locale, secondo la procura, era l’acquisizione e il controllo di attività per il riciclaggio del denaro “sporco” sotto altra identità, ovvero utilizzando un prestanome.

La cosca di Alvaro ha dato vita nella Capitale ad una struttura organizzativa che rappresenta un distaccamento autonomo della casa madre di Reggio Calabria. La gestione della locale era molto autonoma nonostante lo stretto legame con la ‘ndrangheta sinopolese. La procura ha sequestrato con con provvedimento d’urgenza una serie di società e imprese operanti a Roma e intestate a prestanome. Le persone arrestate sono indagate per associazione mafiosa, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco, fittizia intestazione di beni, truffa ai danni dello Stato aggravata dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta, riciclaggio aggravato, favoreggiamento aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa.

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ultimo aggiornamento: 11-05-2022


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