Non chiamatela dieta: la VLCKD è una terapia dietetica
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Direttore: Alessandro Plateroti

Non chiamatela dieta: la VLCKD è una terapia dietetica

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Chili in eccesso? Con il metodo VLCKD si può dimagrire rapidamente, soprattutto però in modo sano. Come funziona e perché è davvero così efficace.

Ecco alcuni segreti spiegati dal Professor Giovanni Spera, tra i massimi esperti in Italia di diete chetogeniche, e qualche utile consiglio. Ci sono diete e diete, spesso nascono da mode o da improvvisazioni, da idee campate un po’ per aria ma che sembrano funzionare. A volte i risultati arrivano, sì e no, a intermittenza, quasi sempre frutto della combinazione di diversi fattori. Ci sono diete e diete e c’è la poco nota, ma efficace, VLCKD, che però una vera e propria dieta non lo è. Per capirci, l’etimologia del termine “diet”, in inglese, è universalmente poco chiaro: “dieta” deriva da una parola greca che significa “modo di vivere”, capite… Un qualcosa che dura per tutta la vita, o almeno che dovrebbe.

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Ecco, la VLCKD, acronimo di “Very Low Caloric Carbohydrate Ketogenic Diet”, non è una dieta, ma un percorso dietetico, anzi per essere più precisi “una terapia”. Il Professor Giovanni Spera, endocrinologo, già Professore Ordinario di Medicina Interna e Presidente del Comitato Etico all’Università La Sapienza di Roma, che abbiamo intervistato, ci racconta anche un retroscena, prima di descriverci nel dettaglio di cosa si tratta: «Questa nuova terapia innovativa che utilizziamo in Europa, soprattutto in Italia, in Francia e in Spagna, si trova solo in una parte della letteratura che parla di diete chetogeniche. E non è una dieta. Stiamo infatti ragionando su come cambiargli nome».

Professore, intanto grazie per averci concesso parte del suo preziosissimo tempo. Ci spieghi meglio come funziona la VLCKD e quali sono le differenze con le tradizionali diete chetogeniche.

«La “C” nell’acronimo VLCKD sta per “caloric” ma anche per “carbohydrate”. È un percorso alimentare consigliato solo per un certo periodo e caratterizzato da una riduzione drastica dei carboidrati. Questo comporta l’induzione di un meccanismo metabolico-fisiologico chiamato “chetosi”. In mancanza di glucidi, fonte sia calorica-energica sia necessaria a garantire tutte le sue funzioni del nostro organismo, il corpo utilizza come substrato i grassi, quelli di deposito, sottocutaneo o addominale e quelli eventualmente aggiunti dall’alimentazione. Questo processo alternativo fornisce energia, fa funzionare regolarmente le cellule e produce i cosiddetti “corpi chetonici”, e il più importante di tutti è l’acido Beta-idrossibutirrico».

Tutto chiaro Professore, ma qual è il risultato?

«Mi faccia precisare prima una cosa, estremamente importante: le cellule del nostro cervello sono avide di glucosio, ma in mancanza utilizzano in maniera alternativa questi corpi chetonici riuscendo tranquillamente a funzionare. È un fatto storicamente noto: vede, il Beta-idrossibutirrico resetta in qualche modo la funzione metabolica delle cellule celebrali, tanto è vero che fin dagli anni ’20 del Novecento la chetosi veniva indotta nei bambini affetti da epilessia. Funzionava: venivano trattati per tutta l’infanzia con questo sistema e non avevano problemi. L’unico problema è che essendo bambini e dovendo crescere, a questa induzione non poteva essere associato un regime ipocalorico».

Ecco, appunto, ci par di capire che la differenza tra la VLCKD e le tradizionali diete chetogeniche sta proprio nel regime alimentare che viene adottato: a basso contenuto calorico…

«Esattamente. E le dico di più: il Beta-idrossibutirrico tra le altre cose riduce l’appetito, come fosse un farmaco, una sostanza endogena attiva nel meccanismo della regolazione della fame. “VL” sta

per Very Low, e cioè “a bassissimo potere calorico”. Si può arrivare fino al limite di 800 calorie al giorno senza che il paziente vada incontro a problemi psicologici comportamentali. Una Very Low come questa, notoriamente efficace per perdere rapidamente molto peso, per non avere carenze di micronutrienti può essere calibrata usando pasti organizzati, e cioè strutturalmente e tecnologicamente preparati. È bene ricordare che l’organismo usa come fonte energetica i grassi, si resetta e va avanti tranquillamente perdendo peso. Ecco perché la terminologia è importante: la VLCKD non è una dieta, è una terapia dietetica».

Sui pasti sostitutivi Professore ci ritorniamo… Dopo quello che ci ha appena raccontato, è corretto sostenere quindi che seguendo questo metodo si stimola un dimagrimento rapido ma sano?

«Sì, e le dico anche perché. Per due ragioni. Perché non aggiungendo calorie l’organismo prende quasi esclusivamente dalle riserve di grasso; altre diete ipocaloriche sbilanciate fanno invece perdere anche massa muscolare e liquidi. E poi perché i chetoni proteggono anche la massa magra. Il paziente che segue questa terapia non rischia la cosiddetta “Sarcopedia”, quella perdita di muscolo che colpisce molti pazienti affetti da obesità quando l’apporto di nutrienti risulta carente».

Ha parlato di terapia e l’ha ribadito, ergo è sottinteso che per seguirla è fondamentale il supporto di un medico specializzato…

«Assolutamente. Tutti gli step previsti devono essere seguiti con l’assistenza di un medico che sappia quello che fa. Poi può essere coadiuvato dal dietista, dal nutrizionista, dal professionista che deve tatticamente e strategicamente organizzare il piano alimentare del paziente. E poi, come tutti i percorsi dietetici, per essere efficace il ruolo principale lo gioca la buona volontà. Una volta raggiunto il risultato, la scommessa come al solito è mantenerlo. Si deve sempre evitare il cosiddetto “effetto yo yo”, quando cioè, dopo una dieta, il peso corporeo torna a livelli uguali o addirittura superiori a quelli precedenti. Anche se va detto con questo meccanismo lo “yo yo” è minore, cioè i risultati ottenuti si tende a mantenerli di più. In fondo però il problema è sempre lo stesso: se poi uno ricomincia a mangiare come prima, tanto vale che segua una dieta».

Ci spieghi meglio tutti gli step previsti…

«Guardi, le faccio un esempio: in sei mesi o un anno il paziente segue due mesi di “dieta chetogenica”, poi ricomincia a mangiare regolarmente e si abitua a seguire una dieta mediterranea. Intendo una dieta fatta bene, nelle qualità, nelle modalità, e supportata da attività fisica. Se tutto viene fatto con determinazione e nei modi corretti si possono raggiungere ottimi risultati. Si sta certamente meglio, si può diventare una persona nuova. E le dico anche questo: l’induzione della chetosi fisiologica tramite uno schema nutrizionale, che in questo caso è Very Low, molto ipocalorico, è anche un straordinario sistema di terapie nutrizionali utili per tanti altri obiettivi…»

Ci spieghi meglio?

«Mi riferisco alle malattie infiammatorie, a quelle degenerative, e può essere un importante supporto alle terapie oncologiche. Ma qui andremmo troppo lontano… Abbiamo pubblicato dati strepitosi a tutti i livelli, sulle riviste scientifiche più accreditate, circa la gestione corretta di questa nuova strategia nutrizionale alimentare metabolica».

Ci ha convinti Professore… Ci dica ancora quale ruolo possono avere i pasti funzionali… Qual è il loro vantaggio metabolico?

«La VLCKD può essere seguita utilizzando gli alimenti normali, ma ci sono due problemi. Gli alimenti normali adatti a questo scopo non sono tantissimi e alla lunga il piano alimentare rischia di diventare noioso. Secondo problema: essendo molto basso l’apporto calorico possono subentrare carenze di micronutrienti, di alcuni elementi. Il pasto funzionale è un supporto strutturale efficace perché, assumendolo, il paziente cambia radicalmente abitudine: per quella fase della sua vita sta

facendo una cura e si può dimenticare di altri alimenti normali. I pasti in commercio poi sono regolamentati da normative internazionali, sono prodotti per offrire sia la quantità sia la qualità dei nutrienti necessaria. La tecnologia inoltre riesce oggi a soddisfare anche l’aspetto visivo e quello dei sapori».

Insomma, i pasti sostitutivi ci facilitano la vita…

«Proprio così. Un percorso dietetico come questo, grazie ai pasti organizzati può essere seguito con estrema facilità e maggiori garanzie».

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ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2024 17:59

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