Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alle proteste degli autotrasportatori e chi potrebbe trarne vantaggio.
La protesta degli autotrasportatori potrebbe diventare terreno fertile per infiltrazioni criminali. È questa la preoccupazione espressa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto durante la trasmissione Start su Sky TG24. Secondo il Guardasigilli, esiste “una forte probabilità di strumentalizzazione e di infiltrazioni criminali” nelle mobilitazioni in corso.

Nordio e le proteste degli autotrasportatori
Nordio ha precisato di non condividere l’idea che alcune regioni siano governate dalla criminalità organizzata, distinguendo però questa valutazione dalla possibilità che le mafie possano inserirsi nelle proteste per sfruttarle a proprio vantaggio. Una prospettiva che, a suo giudizio, appare altamente probabile. “Non ho mai pensato che, come sostiene qualcuno, certe regioni siano governate dalla criminalità organizzata, ma che le mafie ci siano e possano infiltrarsi in una situazione di questo tipo mi pare altamente probabile”, sono state le sue parole a Start su Sky TG24.
Sul tema è intervenuto anche il Consiglio dei ministri, convocato la sera precedente alla dichiarazione. Il governo dovrà individuare una soluzione capace di conciliare il diritto allo sciopero e alla manifestazione con quello di chi intende continuare a lavorare. Il ministro ha sottolineato che la protesta, anche quando particolarmente incisiva, non può impedire agli altri di esercitare i propri diritti. A rendere ancora più delicata la situazione è l’emergenza alimentare, particolarmente avvertita nell’Italia meridionale.
Sicurezza e scontri in Italia
Nel corso dell’intervista, Nordio ha difeso anche il nuovo decreto Sicurezza, escludendo che le disposizioni introdotte limitino la libertà di manifestare. Al contrario, ha spiegato, la maggiore precisione nella definizione delle condotte punibili offre ulteriori garanzie a chi partecipa pacificamente alle iniziative di protesta. Il dissenso, ha ricordato, rappresenta un elemento essenziale della democrazia, ma non può trasformarsi in devastazione e saccheggio.
Il ministro ha inoltre affrontato la questione delle nuove fattispecie di reato e dell’inasprimento delle pene, motivandoli con l’emergere di comportamenti non adeguatamente contemplati dalla normativa precedente. Tra questi ha indicato la violenza organizzata durante le manifestazioni, anche attraverso attività di promozione telematica.
Infine, sugli scontri di Milano e sul coinvolgimento di giovanissimi, Nordio ha escluso che sia attualmente prevista una nuova riduzione dell’età per l’imputabilità. Pur ritenendo che l’ipotesi possa essere discussa, ha chiarito che il governo, al momento, non intende procedere in questa direzione.