Cala l’occupazione soprattutto per donne e giovani lavoratori e tra 35 e 49 anni.

I dati dell’Istat mostrano che per la prima volta da un anno torna a calare l’occupazione. La disoccupazione maggiore si registra tra le donne, i giovani e la fascia d’età tra i 35 s i 49 anni. A far precipitare la situazione occupazionale le profonde incertezze che dominano il paese dalla crisi energetica al crollo del governo Draghi. In calo del -22mila unità gli occupati ma calano anche i disoccupati -32mila unità. Mentre salgono gli inattivi, tra cui gli scoraggiati, +54mila persone in più in un mese.

L’occupazione è calata sia per quanto riguarda contratti a tempo indeterminato (-24mila permanenti) sia tra gli autonomi (-11mila). Aumentano invece i lavori a termine, l’unica tipologia contrattuale che resiste con il +13mila occupati temporanei. Questo tipo di lavoratori raggiunge il livello più alto dal 1977. Il lavoro a termine si privilegia in momenti di difficoltà per l’economia di un paese come quella che stiamo attraversando.

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Le conseguenze del clima di incertezza economico

Anche se il numero di occupati resta sopra la soglia dei 23 milioni a luglio si è registrato il primo calo da agosto 2021. Ma ci sono alcune categorie più in difficoltà di altre: occupazione in frenata tra le donne (-33mila in un mese), i giovani (-61mila nella fascia 25-34 anni), e i lavoratori nella fascia centrale del lavoro, 35-49 anni. Il tasso di disoccupazione tra i giovanissimi risale al 24%, e ci conferma agli ultimi posti a livello internazionale.

Nel quadro complessivo del trimestre maggio-giugno i dati mostrano una crescita forte dell’inizio dell’estate e dell’assunzione di stagionali. Ci sono 140mila occupati in più, soprattutto occupazione alle dipendenze. Per gli indipendenti il segno è sempre meno (-2mila unità).

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ultimo aggiornamento: 01-09-2022


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