Il 2 giugno di celebra la Festa della Repubblica italiana, per ricordare il referendum che segnò la fine del fascismo

La Festa della Repubblica italiana celebra il referendum del 2 giugno 1946, giorno in cui gli italiani votarono per scegliere la Repubblica come nuova forma di governo, in sostituzione al fascismo. In occasione del referendum, 28 milioni di italiani furono chiamati alle urne per scegliere la nuova forma di governo per l’Italia.

I cittadini italiani scelsero la Repubblica. Con ben 12.718.641 voti contro i 10.718.502 della Monarchia. Lo stesso referendum fu un’occasione per eleggere anche i membri dell’Assemblea costituente. Alle elezioni ricevette la maggioranza la Democrazia Cristiana, con il voto favorevole di 207 deputati sui 556 totali. La Democrazia Cristiana si piazzò al primo posto, seguita dai i socialisti e dai comunisti.

Il referendum del 2 giugno 1946 si tenne subito dopo il termine della seconda guerra mondiale. I cittadini si recarono a votare tra i detriti, con centinaia di migliaia di italiani ancora nei campi di prigionia, sparsi per tutto il mondo. In Italia molte province erano ancora sotto il governo militare straniero, ed il rischio dello scoppio di una guerra civile era alto.

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Il divario tra nord e sud

I risultati del Referendum furono resi pubblici soltanto il 18 giugno. Data in cui la Corte di Cassazione ufficializzò la nascita della Repubblica Italiana. Stando allo spoglio, emerse che l’Italia era divisa in due schieramenti. Al nord Italia la maggior parte dei centri urbani principali votarono per fare in modo che venisse istituita una Repubblica. Invece, in molte città del sud, quasi tutti gli italiani votarono in favore di una Monarchia.

Non furono però tutti gli italiani ad avere la possibilità di votare. Tra questi, i militari prigionieri di guerra. Anche la provincia di Bolzano fu esclusa dal Referendum, in quanto la Repubblica di Salò fu annessa alla Germania. Inoltre, la fine della guerra fu messa sotto governo diretto degli Alleati. Non si votò nemmeno a Pola, Fiume e Zara e Trieste, cadute nelle mani della Jugoslavia.

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ultimo aggiornamento: 02-06-2022


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