Si aprono le porte le processo per Ezio Galesi, l’ex fidanzato di Elena Casanova, la donna morta a causa di 16 martellate sulla testa.

Elena Casanova è la donna uccisa con 16 martellate dal suo ex, il 20 ottobre del 2021. Adesso, il colpevole, Ezio Galesi, dovrà rispondere alle accuse di omicidio volontario aggravato da premeditazione e crudeltà. Elena Casanova aveva 49 anni quando è stata assassinata. 

A distanza di un anno dalla tragica morte della Casanova, avvenuta a Castegnato, in provincia di Brescia, si apre il processo nei confronti del colpevole. La vittima lavorava come operaia all’Iveco, ed era madre di una giovane ragazza nata da una precedente unione. 

La 49enne è stata uccisa dal suo ex fidanzato, Ezio Galesi, 60 anni, che l’ha violentemente colpita con 16 martellate. I due si erano lasciati già da un anno, ma pare che Galesi non riuscisse ad accettare la fine della loro relazione. Adesso per il 60enne si apre il processo, iniziato già nella giornata di ieri, 18 ottobre. 

Tribunale

Il 60enne dovrà rispondere alle accuse di omicidio volontario aggravato da premeditazione e crudeltà, oltre che di calunnia. Secondo quanto stabilito dalla Corte d’assiste, alla luce dell’attività investigativa, Galesi sarebbe l’unico imputato nella vicenda. 

Su richiesta della difesa, la Corte ha anche predisposto una perizia psichiatrica. Lo scopo è quello di capire se l’omicida, al momento dell’aggressione, fosse in grado di intendere e di volere. Durante gli interrogatori, difatti, il colpevole avrebbe parlato di un “raptus”. Comunque, secondo gli inquirenti la vicenda non si sarebbe svolta così. 

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L’ipotesi della premeditazione

Secondo le forze dell’ordine, infatti, ci sarebbe anche la premeditazione dell’omicidio da parte di Ezio Galesi. A sostegno di questa affermazione, la ricostruzione della vicenda fornita dagli inquirenti. Il giorno dell’omicidio, il colpevole avrebbe seguito Elena Casanova in auto. Dopo averla pedinata per diversi minuti, si sarebbe allontanato per qualche istante per reperire dalla sua abitazione l’arma del delitto, un martello. 

A quel punto l’uomo l’avrebbe raggiunta chiudendole il passaggio con la sua auto e impedendole di fare retromarcia. Da lì l’aggressione: Galesi si sarebbe avvicinato all’auto della vittima, brandendo il martello con cui ha poi sfondato il finestrino e distrutto l’auto.

La donna avrebbe cercato di fuggire e chiedere aiuto, ma sarebbe stata raggiunta da 16 martellate sferrate sulla testa.  Secondo quanto riferito dal medico legale, Daniela Ruffini, la donna avrebbe provato invano a difendersi. La sua morte è stata una tortura: un’agonia durata ben dieci minuti. 

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ultimo aggiornamento: 19-10-2022


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