Omicidio a Lecce. Un uomo e una donna sono stati trovati morti in un condominio. Si tratta dell’arbitro Daniele De Santis e la compagna. Arrestato l’ex inquilino.

LECCE – Svolta nelle indagini sul duplice omicidio avvenuto a Lecce nella serata di lunedì 21 settembre 2020. Un uomo e una donna sono stati trovati senza vita in un condominio. Le vittime dell’omicidio sono l’arbitro Daniele De Santis e la compagna.

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La svolta arriva nella serata del 28 settembre, quando gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno fermato un ragazzo di 21 anni, ex inquilino. Il giovane fino a pochi mesi fa viveva in affitto nella stanza che poi De Santis ha deciso di ristrutturare per vivere insieme con la sua compagna.

Omicidio a Lecce, morti l’arbitro De Santis e la compagna

L’allarme è scattato intorno alle 21.30 del 21 settembre, quando i soccorritori hanno ricevuto una chiamata. Purtroppo per le due persone non c’è stato niente da fare.

Secondo le prime ricostruzioni, i testimoni avrebbero sentito delle urla, poi avrebbero visto un uomo allontanarsi con un coltello ancora in mano.

Secondo le indiscrezioni emerse nella giornata del 23 settembre, la compagna di De Santis avrebbe urlato il nome di un uomo nei minuti concitati che hanno preceduto la tragedia. Il nome in questione sarebbe Andrea, e in base alla testimonianza di un vicino di casa il soggetto aveva uno zaino giallo in spalla. Questi al momento sono gli indizi (almeno quelli noti) a disposizione degli inquirenti.

Carabinieri macchina
Carabinieri macchina

Le indagini, arrestato ex inquilino,un ragazzo di 21 anni. Voleva torturare le vittime

Come emerso nel corso delle indagini, il killer, vestito con tuta da sub, aveva la mappa delle telecamere di sorveglianza installate nella zona. Dettagli che spinge a credere che si sia trattato di un duplice omicidio programmato o almeno pianificato.

Il presunto omicida della coppia è stato arrestato nella serata di lunedì 28 settembre 2020. Si tratta di un 21enne studente di scienze infermieristiche presso il Vito Fazzi di Lecce. Il giovane si era dichiarato innocente, ma su di lui sono concentrati i riflettori degli inquirenti. E infine il soggetto ha confessato. Il movente potrebbe essere quello della vendetta. “Erano troppo felici“, avrebbe dichiarato il 21enne agli inquirenti come riportato da il Corriere della Sera.

Gli investigatori non hanno dubbi sul fatto che si sia trattato di un omicidio pianificato nei dettagli. Le prove raccolte nel corso delle indagini lasciano presupporre che probabilmente nelle intenzioni del killer ci fosse quella di torturare le sue vittime prima di ucciderle.

Il procuratore: “Doveva essere una rappresentazione anche per la collettività”

Nelle intenzioni dell’assassino l’omicidio doveva essere una rappresentazione anche per la collettività“, ha dichiarato il procuratore De Castris. “I problemi a identificare un movente hanno rappresentato una grossa difficoltà iniziale nelle indagini perché senza un movente è difficile capire qual è la pista da seguire e questo mi ha ha spinto a seguire la vicenda con quattro magistrati, oltre ad un sostituto anche i due aggiunti e il lavoro di polizia giudiziaria del carabinieri è stato eccellente“.

Il Gip conferma l’arresto

Nella giornata del 1 ottobre il Gip ha confermato l’arresto per De Marco, il quale, nel corso dell’interrogatorio, ha risposto a tutte le domande.

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ultimo aggiornamento: 01-10-2020


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