Un rapporto dell’Onu parla dei crimini contro l’umanità commessi dalla Cina nei confronti degli uiguri.

L’Onu ha pubblicato un rapporto in cui accusa Pechino di aver violato i diritti umani commettendo crimini internazionali contro l’umanità nei confronti della comunità di uiguri nella regione occidentale dello Xinjiang. Con un anno di ritardo arriva il rapporto. Questo ritardo ha costato pesanti accuse all’alta commissaria per i diritti umani dell’Onu di sottostare alle pressioni della Cina.

La Cina ha commesso crimini nei confronti dei gruppi etnici a maggioranza musulmana presenti nell’ovest del paese come uiguri e altri gruppi. La Cina è accusata di detenzione di massa e la repressione sistematica di queste popolazioni. “Le accuse di pratiche ricorrenti di tortura o maltrattamenti. Comprese le cure mediche forzate e le cattive condizioni carcerarie sono credibili, così come le accuse individuali di violenza sessuale e di genere”, si legge nel rapporto.

pechino cina cancello nord
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Campi di prigionia e torture: i crimini di Pechino

Non viene mai utilizzata la parola “genocidio”, che viene usata dagli Usa. Ma c’è la prova dell’esistenza di campi di prigionia. Questo rapporto per la responsabile della Cina per l’ong Human Rights Watch, il rapporto è una «sfida» senza precedenti alle «menzogne di Pechino e al terrificante trattamento che stanno subendo gli uiguri». Al New York Times, ha detto: «Le scoperte incriminanti dell’Alta commissaria spiegano perché il governo cinese abbia combattuto con le unghie e con i denti per evitare la pubblicazione del rapporto sullo Xinjiang, che mette a nudo i tanti abusi commessi dalla Cina».

Il rapporto dell’Onu o «apre la strada a un’azione concreta e significativa da parte degli stati membri, degli organi delle Nazioni Unite e del mondo economico. Ora bisogna rispondere delle proprie azioni». Questo valida la loro azione di denuncia nei confronti del regime per attirare l’attenzione globale sulla repressione sistematica contro le minoranze uigure e kazake.

L’Onu è entrata in possesso di migliaia di foto e documenti hackerati dai server della polizia cinese. Discorsi classificati di alti funzionari, manuali interni di polizia, dettagli sull’internamento di oltre 20mila uiguri. Questi file rivelano gli abusi dei cinesi nei campi di rieducazione e delle prigioni.

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ultimo aggiornamento: 01-09-2022


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