Intervistato a Verissimo, Raffaele Sollecito ha avuto modo di parlare di Garlasco, Stasi e, ovviamente, di Amanda Knox.
A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, Raffaele Sollecito ha raccontato le conseguenze personali di una vicenda che continua a segnare la sua vita. Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, nella puntata in onda domenica 18 ottobre, è tornato a parlare delle difficoltà affrontate negli anni e dello stigma che, a suo dire, non ha ancora smesso di perseguitarlo. Nel faccia a faccia su Canale 5, dopo aver detto la sua in passato anche su Mario Roggero, ecco alcuni passaggi su Garlasco e Alberto Stasi con tanto di confessione legata ad una lettera che gli ha invitato.

Raffaele Sollecito: la vita e la lettera a Stasi
“Mi sento ancora prigioniero di uno stigma che mi perseguita e che, di fatto, ha condizionato tante cose nella mia vita”, ha detto Sollecito alla Toffanin. Nel corso dell’intervista, l’uomo ha affrontato anche il caso di Garlasco, esprimendo solidarietà ad Alberto Stasi, al quale ha scritto una lettera. Pur precisando di non voler sovrapporre le rispettive vicende, Sollecito ha sottolineato la propria convinzione sull’innocenza dell’uomo: “Non mi paragono alla sua vicenda, ma all’ingiustizia che c’è dietro. Per me è assolutamente innocente, perché non c’è mai stata una prova contro di lui”.
Amanda Knox e lo spettacolo su Meredith Kercher
Spazio anche ad Amanda Knox e a Cartwheel, lo spettacolo di stand-up comedy portato in scena dalla donna. Il titolo, che richiama la ruota eseguita in questura, ha suscitato in Sollecito una reazione negativa. “Mi arriva un po’ come una provocazione”, ha spiegato ricordando quell’episodio come una ragazzata che sarebbe stato meglio evitare, proprio come portare con sé un coltellino a serramanico. “Io non la porterei come una bandiera”, ha detto invitando a considerare anche il punto di vista della famiglia di Meredith Kercher.
Sollecito ha ricordato poi un episodio raccontato da Knox proprio a Verissimo: durante un viaggio a Gubbio, un artista di strada lo scambiò per il padre della bambina che stava portando nel passeggino. “Quando ho risposto che la bambina non era mia ho avuto un sussulto”, ha aggiunto descrivendo un silenzio durato oltre un minuto.
Ripensando al rapporto con Amanda, Sollecito ha ammesso che si volevano molto bene e si trovavano bene insieme. Come sarebbe andata la loro vita senza quella tragedia, però, resta una domanda senza risposta.
Infine, sulla possibilità di costruire una famiglia: “Non ho nessuna stima dell’Italia, delle sue istituzioni. Non voglio creare una famiglia qui”.