Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha parlato del Reddito di cittadinanza, difendendo tale misura. Ecco le sue parole.

Il Reddito di cittadinanza è una misura estremamente contestata, sin dalla sua introduzione. In molti ritengono che il Reddito causi una maggiore prevalenza del lavoro nero in Italia, nonché un disincentivo alla ricerca attiva di un’occupazione per coloro che lo percepiscono. Altri, invece, ritengono che il Reddito sia un aiuto temporaneo volto a facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro di coloro che lo percepiscono. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, è di quest’ultima opinione. Scopriamo cos’ha detto in merito al Reddito di cittadinanza.

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Le parole del ministro del Lavoro

Vediamo un Paese in cui anche i beneficiari del Reddito di cittadinanza non scappano dal mercato del lavoro. Infatti si è ridotto sensibilmente il numero dei beneficiari. A maggio il numero dei percettori risultano essere quasi 935mila, ad aprile erano stati 1 milione 160mila. A maggio di un anno fa erano 1 milione 242mila. Il Reddito di cittadinanza non è una misura fuori controllo come qualcuno vuole raccontare. Queste le parole del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, durante la presentazione del Rapporto annuale dell’Inps.

Andrea Orlando
Andrea Orlando

“Sulle pensioni – afferma Orlando – è partita una fase di confronto con le parti sociali. A fine anno con la scadenza di misure come opzione donna e Ape sociale si renderà necessario procedere al rinnovo perché hanno ottenuto dei buoni risultati. Ma dovremo ampliare anche e dare criteri di strutturalità ai lavori gravosi per l’accesso a meccanismi di anticipo rispetto all’attuale quadro normativo”.

“Rimane aperto il cantiere – dichiara il ministro – per il superamento delle misure temporanee di flessibilità in uscita, le varie quote 100 e 102, e per la definizione di una misura generalizzata e strutturale di flessibilità a regime. Questo ultimo fronte interseca anche con il tema della riduzione dell’orario di lavoro e della possibilità di un accompagnamento all’uscita dal mercato del lavoro, che senza anticipare l’età della pensione, possa operare invece sul versante della diminuzione delle ore, come elemento di flessibilità e anche di ricambio generazionale”.

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ultimo aggiornamento: 11-07-2022


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