Papa Francesco ha parlato della situazione della guerra in Ucraina, usando parole forti e inequivocabili che fanno preoccupare molto.

Papa Francesco ha un’influenza decisamente importante, su tutto il mondo cristiano e non. Basti pensare alle ingerenze del Vaticano nella politica italiana in materia di diritti sociali, quali matrimoni tra coppie dello stesso sesso ed eutanasia. I proseliti del cristianesimo pendono dalle labbra di Papa Bergoglio, pronti a difendere a spada tratta ogni suo pensiero. Ebbene, sebbene una sua mancata condanna marcata nei confronti di Vladimir Putin sia legata alla necessità di evitare un inasprimento del conflitto attuale, il pontefice ha parlato della situazione attuale in Ucraina, usando parole molto forti.

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Le dichiarazioni del pontefice

“Qualche anno fa mi è venuto in mente di dire che stiamo vivendo la terza guerra mondiale, a pezzi e a bocconi. Ecco, per me oggi la terza guerra mondiale è stata dichiarata. E questo è un aspetto che dovrebbe farci riflettere. Che cosa sta succedendo all’umanità che in un secolo ha avuto tre guerre mondiali?. Questa la domanda che si pone il pontefice, durante un’intervista con i direttori delle riviste della Compagnia di Gesù.

Bergoglio si schiera contro la semplicistica distinzione tra buoni e cattivi. “Dobbiamo allontanarci dal normale schema di ‘Cappuccetto rosso’ – asserisce Papa Francesco – Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro.

La profezia del capo di Stato

Il Papa ha anche citato un incontro avvenuto poco prima della guerra con un capo di Stato, che però ha preferito non identificare. Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato”.

Papa Francesco
Papa Francesco

Bergoglio ha parlato nel dettaglio delle preoccupazioni del capo di Stato, raccontando quanto segue. “Gli ho chiesto perché, e mi ha risposto: ‘Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro’. Ha concluso: ‘La situazione potrebbe portare alla guerra’. Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo”.

Il tema delle armi in Ucraina

Per quanto riguarda il tema delle armi inviate in Ucraina, Bergoglio afferma quanto segue. Quello che stiamo vedendo è la brutalità e la ferocia con cui questa guerra viene portata avanti dalle truppe, generalmente mercenarie, utilizzate dai russi. E i russi, in realtà, preferiscono mandare avanti ceceni, siriani, mercenari. Ma il pericolo è che vediamo solo questo, che è mostruoso – asserisce il Papa – e non vediamo l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra, che è stata forse in qualche modo o provocata o non impedita. E registro l’interesse di testare e vendere armi. È molto triste, ma in fondo è proprio questo a essere in gioco”.

Ma Bergoglio non accetta coloro che lo ritengono a favore del leader del Cremlino. Qualcuno può dirmi a questo punto: ma lei è a favore di Putin! No, non lo sono – afferma il pontefice – sarebbe semplicistico ed errato affermare una cosa del genere. Sono semplicemente contrario a ridurre la complessità alla distinzione tra i buoni e i cattivi, senza ragionare su radici e interessi, che sono molto complessi. Mentre vediamo la ferocia, la crudeltà delle truppe russe, non dobbiamo dimenticare i problemi per provare a risolverli. È pure vero che i russi pensavano che tutto sarebbe finito in una settimana – conclude Papa Bergoglio – ma hanno sbagliato i calcoli. Hanno trovato un popolo coraggioso, un popolo che sta lottando per sopravvivere e che ha una storia di lotta”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 14-06-2022


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