Parola ai Lettori – L’esperienza di Emanuele, uno studente al primo anno di Fisica che guarda al passato e sogna il futuro. Il suo messaggio al mondo: “Restate a casa”.

L’emergenza coronavirus ha fatto irruzione nella vita degli italiani cambiando da un giorno all’altro le abitudini di tutti. Dai giovanissimi agli anziani. Tutti accomunati da una missione: rinunciare a qualcosa, stare a casa e limitare gli spostamenti.

La situazione non è facile, e lo sa bene Emanuele, uno studente al primo anno di fisica. Le lezioni vanno avanti in qualche modo grazie al supporto tecnologico. Lezioni registrate, slide, magari le mail. Ma quello che da un giorno all’altro è svanito è il contatto umano, quello che rende più leggero il passo, quello che in fondo ti resta dentro anche quando arrivi alla fine degli studi.

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Emanuele, ‘Cara Università, quanto mi manchi’

Ciao, sono studente di fisica al primo anno.

Le lezioni continuano in versione registrata. Non sono ancora riuscito a prendere il ritmo e svegliarmi ad un’ora ‘accettabile’ (e a non stare in pigiama tutto il giorno), ma piano piano sto ricostruendo una routine.

Mi manca la vita sociale, i miei amici, andare a mangiare la pizza fatta in casa da mia nonna. Ma mi manca soprattutto l’ambiente dell’università, i compagni, i professori.

Ogni momento che guardo alla finestra e penso a quanto sarebbe bello poter uscire, torno con la mente alla recente sessione di esami, quando i pensieri erano i medesimi.

Penso che ora dobbiamo tutti essere un po’ studenti: essere disposti a rinunciare ai nostri piaceri, ad affrontare la solitudine, la noia e, perché nasconderlo, anche le nostre fragilità mentali; dobbiamo essere disposti ad impegnarci nel fare qualcosa che non ci aiuterà nell’immediato, ma che è fondamentale per il nostro futuro. Restate a casa.

Emanuele Del Grande.

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