La tassa patrimoniale viene descritta come un “fantasma ideologico” che, pur essendo presentato con una retorica di giustizia sociale, finisce per trasformarsi in un esproprio ai danni del ceto medio.
Mentre i grandi capitali sono liquidi e si spostano rapidamente all’estero, la misura colpisce chi possiede beni immobili e risparmi già tassati, diventando di fatto una tassa sulla stabilità delle famiglie e un insulto al merito di chi ha lavorato una vita per costruire il proprio patrimonio.
In questa puntata de “Il punto”, Elisa Garfagna analizza come l’applicazione di tale imposta è considerata la scorciatoia di una politica economica fallimentare che non riesce a far crescere il PIL e decide di cannibalizzare i risparmi privati. Invece di creare equità, la patrimoniale mette in fuga gli investimenti e deprime il mercato immobiliare; la vera giustizia sociale dovrebbe invece passare per il taglio degli sprechi pubblici e la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo e al lavoro.