Ancora tensione a Gaza con Usa, Israele e Hamas protagoniste. La posizione di Netanyahu sul piano americano.
La questione legata al disarmo totale di Hamas nella Striscia di Gaza continua ad alimentare tensioni e rumors. Nelle ultime ore, il Premier di Israele, Benjamin Netanyahu, aveva bocciato apertamente il piano americano in questo senso, manifestando una netta posizione contraria. Ora, secondo alcuni media internazionali, ci sarebbe stata una piccola apertura.

Netanyahu boccia piano Usa per Gaza
Benjamin Netanyahu ha confermato la sua posizione contraria al piano americano per Gaza e ha insistito sul ‘no’ al ritiro delle forze israeliane fino al “vero” disarmo di Hamas. “Israele respinge il documento in 15 punti”, presentato a fine luglio, “dal Board of Peace” di Donald Trump e le forze israeliane “non procederanno con alcun ritiro” dalla Striscia di Gaza “fin quando non ci sarà il vero disarmo di Hamas”, ha fatto sapere il premier israeliano durante una riunione di governo. Una posizione, però, che sarebbe cambiata nel giro di poche ore.
La possibile apertura: “Una possibilità ”
Infatti, come riportato da Axios, il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, sarebbe disposto a dare una possibilità al piano del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump per Gaza. Secondo quanto risulta, gli Stati Uniti e i mediatori coinvolti nei colloqui chiedono ad Hamas di avviare il processo di disarmo. Secondo un funzionario il premier israeliano avrebbe parlato telefonicamente con l’inviato di Trump, Jared Kushner, e ha promesso di dare una possibilità al piano in 15 punti, nonostante il suo scetticismo. Gli attacchi a Gaza saranno frenati, così che il processo di smilitarizzazione possa iniziare. Le Idf si stanno gradualmente ritornando alla linea gialla, mentre gli stati uniti e i mediatori chiedono che Hamas inizi il disarmo.
“Quando parlo di disarmo intendo armi pesanti, armi leggere, tutte le armi”, ha detto il premier di Israele. “Parliamo di disarmo reale, non finto”, ha ripetuto ancora, affermando che “stiamo parlando con gli americani di questa questione”. “Hanno alcune idee. Per noi alcune sono accettabili, altre no”.