Perché non è possibile sapere le armi inviate in Ucraina? A spiegarlo è il presidente del Copasir che parla di una questione di sicurezza.

Non è possibile sapere le armi inviate in Ucraina e molti si chiedono il perché pensando subito a complottismi. In realtà la spiegazione è più seria di ciò che si possa pensare. A spiegarla ci pensa Adolfo Urso, presidente del Copasir: “La lista è secretata per non mettere a rischio il Paese e non informare colui che sta aggredendo il popolo ucraino”.

La lista di “equipaggiamenti e armi” inviate dall’Italia ha un vincolo di segretezza da parte del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza. Che l’Italia, dunque, invierà armi all’esercito ucraino è certo, quel che non si sa è, invece, quali saranno queste armi. Il tipo di armi non potrà essere noto perché altrimenti la Russia potrebbe avere quest’informazione.

Missili Guerra

Ad oggi nessuno dei due Decreti firmati dal Ministero della Difesa italiano spiega perchè la lista di armi sia stata secretata. I testi in questione alla voce ‘Allegato’, che dovrebbe riportare la lista delle armi, dice soltanto “se ne omette la pubblicazione in quanto documento classificato”. Tuttavia negli scorsi giorni sarebbero trapelate alcune informazioni.

In particolare pare che alcune delle armi pronte a partire dall’Italia sarebbero più pesanti rispetto a quelle fino ad ora autorizzate. Tra queste ci sarebbero mezzi, equipaggiamenti e armamenti come mitragliatrici pesanti e leggere, giubbotti antiproiettile, munizioni e missili Stinger. Questi ultimi sono missili terra aria in grado di essere sparati, mentre vengono tenuti sulle spalle, verso obiettivi aerei che volano a bassa quota.

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La posizione del ministero della Difesa

A tal proposito, tuttavia, il ministero della Difesa ha additato tutte quelle circolate come semplici “indiscrezioni”. Il Ministero ha aggiunto: “Ogni ipotesi pubblicata è da considerarsi basata su valutazioni prive di qualsiasi riscontro ufficiale e oggettivo”.

Nicola Frantoianni, di Sinistra Italiana, ha criticato la mancanza di trasparenza del Governo. Queste le sue parole: “Ormai non si parla più di far cessare la guerra, che dovrebbe essere il vero e principale assillo di tutti, ma di vincerla. Ed è un brutto segnale. Così come sono pessimi segnali l’invio delle armi, la corsa al riarmo, la retorica bellicistica e interventista, a braccetto con la pubblica accusa di essere filo-putiniani verso chiunque parli di Pace o diplomazia. Elementi che contraddistinguono in realtà l’irrilevanza politica del nostro Paese in questo momento nello scenario europeo”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 30-04-2022


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