Dagli scavi di Pompei sono emersi i resti di un piccolo monolocale appartenente ad una famiglia di classe borghese.

Recentemente sono stati fatti alcuni ritrovamenti in un’abitazione di Pompei, risalenti a duemila anni fa, l’epoca in cui ci fu l’eruzione. In una stanza un armadio rimasto chiuso per duemila anni, con all’interno un corredo di stoviglie, piattini in vetro, ciotole di ceramica e vasi. 

Invece in un’altra stanza un tavolino ancora apparecchiato con i piatti, probabilmente lasciati lì nel momento in cui i proprietari dell’abitazione sono fuggiti per mettersi in salvo. In un’altra stanza un letto e una cassapanca. I ritrovamenti sono stati fatti durante gli scavi condotti nel retro del “giardino incantato”. 

Dagli scavi sono emersi i resti di un piccolo monolocale appartenente ad una famiglia di classe borghese. Ambienti modesti, ma ricchi di oggetti raffinati e documenti recuperati grazie ai calchi in gesso.

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La storia 

La città campana dall’80 s.C era diventata una colonia romana. Si trattava di “una realtà che riguardava una gran parte della popolazione, eppure fino ad oggi poco documentata e raccontata”. Gli esterni erano decorati con sinuosi serpenti e con i musi delle bestie feroci. Le pareti spoglie intonacate ma spoglie, senza tracce di pittura. Queste meravigliose rivelazioni arrivano dall’ANSA, che ha potuto visitare personalmente le rovine. Anche il pavimento è nudo e semplice, costruito in terra battuta. Nell’abitazione c’è anche una cucina e una latrina.  

Pompei Napoli

Il direttore generale musei Massimo Osanna, guida del parco nel 2018 e responsabile degli scavi, ha dichiarato: “Si riuscì a far adornare il cortile con il larario e con la vasca per la cisterna con pitture eccezionali, ma evidentemente i mezzi non bastavano per decorare le cinque stanze della casa. Il ritrovamento di queste stanze dietro quell’incredibile larario è stata una sorpresa, ma è proprio questa la ragione per cui è importante scavare ancora”. 

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ultimo aggiornamento: 06-08-2022


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