Alcuni portachiavi in metallo degli anni ’70 sono diventati oggetti da collezione. Ecco il modello più ricercato.
Quella sensazione la conoscono in tanti: svuoti un vecchio cassetto, trovi un mazzo di chiavi che non apre più nulla e appeso lì c’è un portachiavi in metallo, pesante, con un logo leggermente consumato. In un attimo torni agli anni Settanta, alle auto, alle fiere, ai gadget che sembravano fatti per durare per sempre. La sorpresa è che oggi alcuni di questi oggetti non sono solo ricordi nostalgici, ma possono valere una cifra inattesa.
Il mercato del vintage si muove spesso su dettagli che sfuggono a chi non lo segue da vicino. Oggetti comuni diventano ricercati quando si incrociano rarità, condizioni e passione dei collezionisti. I portachiavi in metallo degli anni ’70 hanno diverse caratteristiche che li rendono appetibili: sono robusti e spesso arrivano fino a noi in buone condizioni, raccontano marchi, eventi, città o mondi specifici come quello automobilistico, e hanno ancora prezzi d’ingresso relativamente accessibili. Proprio questa combinazione sta alimentando l’interesse.

Il modello che sta attirando l’attenzione dei collezionisti
Tra i nomi che emergono con più frequenza nelle inserzioni online c’è il portachiavi Fergat Torino 75° anniversario, legato a un’edizione celebrativa in ambito automobilistico. In alcune proposte viene indicato intorno ai 100 euro, una cifra che sorprende se si pensa alla semplicità dell’oggetto.
Il motivo dell’interesse non è casuale. Si tratta di un pezzo commemorativo, quindi prodotto in quantità limitate rispetto ai modelli generici. Il marchio richiama il mondo delle auto e intercetta sia chi colleziona portachiavi sia chi è appassionato di memorabilia automobilistica. Inoltre, le condizioni fanno la differenza: smalti integri, incisioni leggibili e assenza di ossidazione evidente possono incidere sensibilmente sulla valutazione.
Non si parla di cifre da capogiro, ma il salto da 20 a 100 euro, per un oggetto rimasto per decenni in un cassetto, è un incremento che merita attenzione.
Quanto possono valere oggi
Le valutazioni variano in base a rarità, tema e stato di conservazione. I modelli più comuni in alluminio con anello o moschettone si collocano spesso tra i 20 e i 30 euro, soprattutto se ben conservati e con design particolare. I portachiavi pieghevoli in latta o metallo con immagini possono aggirarsi attorno ai 20 euro, con rialzi in caso di grafiche rare.
Quando si entra nel campo dei temi collezionabili, come automobilismo, musica o serie iconiche dell’epoca, le cifre possono salire. Le edizioni commemorative o brandizzate, con provenienza chiara e pochi segni del tempo, si muovono più facilmente tra 60 e 120 euro. In alcuni casi specifici, set completi o varianti difficili da trovare possono superare queste soglie.
La condizione resta l’elemento decisivo. Ruggine attiva, anelli sostituiti o lucidature troppo aggressive che cancellano dettagli abbassano drasticamente il valore. Al contrario, colori vivi, scritte nitide e parti originali integre rendono il pezzo molto più interessante per chi colleziona.
Se trovi un vecchio portachiavi in metallo nel cassetto, il primo passo è osservarlo con attenzione. Fotografare fronte e retro, verificare eventuali date o riferimenti a eventi e confrontare i prezzi effettivamente realizzati nelle vendite può aiutare a capire se si tratta di un semplice oggetto vintage o di un piccolo pezzo ricercato. In un mercato fatto di dettagli, anche un accessorio apparentemente banale può trasformarsi in una sorpresa dal valore inatteso.