La cadenza sembra ormai un must in piena regola. Da mesi, un gruppo di criminali informatici Lockbit, sta attaccando il Paese.

Da mesi gli obiettivi del gruppo sarebbero le piccole imprese, altre volte si tratta di grosse imprese, come in questo caso. Lockbit ha diffuso in un market del dark web, la notizia di un colpo a discapito del sito dell’Agenzia delle Entrate. Gli hacker affermano di aver rubato 78 Gb di dati, includenti file di vario genere: da scansioni di documenti, passando per contratti, fino ai report finanziari. Lockbit ha inoltre fornito una deadline per pagare il riscatto: 31 luglio. Se l’Agenzia delle Entrate entro quella data non provvederà a contattare il gruppo, tutti i dati verranno diffusi al pubblico. La polizia postale ha già inaugurato le sue ricerche, anche per capire se l’attacco sia reale. Al momento non sono state trovate tracce ma i tecnici devono ancora finire tutti gli approfondimenti.

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Le parole di Pierluigi Iezzi

Pierluigi Iezzi, ceo dall’agenzia di sicurezza informatica Swascan, ha dettagliato che l’annuncio di Lockbit non può passare sottogamba. “Questo gruppo di hacker ha già firmato diverse azioni, la maggior parte utilizzando virus ransomware. È la conferma del triste primato guadagnato da LockBit, divenuta nell’ultimo trimestre di gran lunga la cybergang più attiva a livello mondiale nelle attività di ransomware, con oltre 200 attacchi messi a segno tra aprile e giugno. Il ransomware continua a essere la principale arma dei criminal hacker e, di conseguenza, il principale pericolo per aziende pubbliche e private”.

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ultimo aggiornamento: 25-07-2022


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