L’UE taglia il PIL dell’Italia: +0,1% nel 2019

L’UE taglia il PIL dell’Italia: +0,1% nel 2019

Nuovo taglio del PIL italiano da parte dell’Unione Europea. +0,1% nel 2019 e +0,7% nel 2020. Bruxelles: “Ci sarà una tenue ripresa nel prossimo semestre”.

ROMA – Nuovo taglio del PIL italiano. L’Unione Europea ha rivisto la crescita italiana a +0,1% nel 2019 mentre a +0,9% del 2018 e +0,7% nel 2020. Dati inferiori rispetto a febbraio quando da Bruxelles si era parlato di una crescita rispettivamente del +0,1%, +1% e +0,8%.

L’UE scrive come “la debolezza frutto della contrazione dello scorso semestre lascerà il passo ad una tenue ripresa. I consumi dovrebbero essere aiutati dal reddito di cittadinanza ma il mercato del mercato che si deteriora danneggerà la spesa dei consumatori che tenderanno a risparmiare“.

L’UE taglia il PIL dell’Italia, il ministro Tria: “L’economia del nostro Paese dipenderà dallo scenario internazionale”

A margine del Forum di Parigi il ministro Tria ritorna sul momento economico italiano: “Molto di come andrà in Italia – precisa il titolare del dicastero dell’Economia – dipenderà anche dall’evoluzione e dallo scenario internazionale. Questo incontro in Francia è più concentrato sui rischi del debito dei Paesi in via di sviluppo, non è concentrato sui Paesi avanzati“.

Le previsioni – ribadisce l’esponente del governo – dipenderanno molto dallo scenario internazionale e non temo una nuova messa in guardia da parte della Commissione dell’Unione Europea“.

Giovanni Tria

L’UE taglia il PIL dell’Italia, Juncker in conferenza stampa: “L’Unione è più forte rispetto a quella di ieri”

Prima dei nuovi dati sull’economia italiana, Jean-Claude Juncker ha parlato in conferenza stampa lanciando un chiaro messaggio in vista delle prossime Europee: “Dobbiamo trasmettere un messaggio che spero sia di unità e di speranza. Dobbiamo dimostrare che siamo determinati a lavorare insieme per questo progetto europeo. Vi posso assicurare che l’Unione è più forte di quella di ieri e non a caso siamo riusciti a raggiungere diversi compromessi“.

Bisogna lottare – conclude il commissario – contro gli estremismi populistici ma non possiamo lottare con slogan gratuiti o attacchi personali. Negli ultimi giorni ho visto Tusk paragonato a Hitler o Stalin e la cosa è veramente disgustosa“.