Primarie Dem, Biden vince anche in Michigan. Sanders sconfitto, l’ex vicepresidente verso la nomination

Primarie Dem, Biden vince anche in Michigan. Sanders sconfitto, l’ex vicepresidente verso la nomination

Joe Biden corre spedito verso la nomination del Partito Democratico. Sanders ha perso in Michigan, oltre che in Missouri e Mississippi.

USA – Joe Biden mette le mani sulla nomination democratica mentre Bernie Sanders, salvo clamorose sorprese, appare ormai a fine corsa.

Biden vince in Michigan, Missouri e Mississippi

Sulla scia del Super Tuesday, l’ex vicepresidente di Obama continua a vincere. Ieri si è votato in sei Stati: il più importante era il Michigan, circa 10 milioni di abitanti, importante stato industriale a nord del Midwest. Qui Biden ha staccato di circa una dozzina di punti il suo rivale, conquistando la maggioranza dei 125 delegati messi in palio. Nel 2016 Sanders aveva sconfitto Hillary Clinton.
In Missouri, Stato nel cuore degli States (circa 60 milioni di abitanti), il 77enne di Scranton ha dato quasi 30 punti al senatore del Vermont.
In Mississippi, stato del Sud, vittoria “bulgara”. Anche in Idaho vince il candidato moderato.

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Sanders a fine corsa

Il candidato definito “socialista” si consola con la vittoria in North Dakota ed è costretto a un testa a testa nello stato di Washington, dove quattro anni fa aveva ottenuto il 70%.
Ormai per Sanders il sogno di conquistare la nomination e di sfidare Trump alle presidenziali di novembre appare svanito completamente. La vittoria di Biden in Michigan dà la misura di come l’ex vicepresidente sia lanciato negli altri Stati del Midwest dove ancora si deve votare (Ohio, Illinois e Wisconsin). I sindaggi, peraltro, lo danno vincitore in Florida e Pennsylvania.

Dem, serve unità

Subito dopo aver appreso gli esiti elettoriali, Biden si è rivolto al proprio avversario, sottolineando l’obbiettivo comune: “Io e Bernie condividiamo lo stesso obiettivo, e insieme batteremo Donald Trump“, ha detto l’ex vicepresidente lanciando una sorta di appello all’unità, per concentrarsi d’ora in poi solo su quello che per i democratici veramente conta: sconfiggere il tycoon alle urne il 3 novembre.