Primo incontro M5s-Pd: i pentastellati chiedono la presidenza delle Camere, i dem frenano

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Dopo le elezioni del 4 marzo sono iniziati i primi incontri tra i partiti. I capigruppo del M5s hanno chiesto ai rappresentanti del Pd la presidenza delle Camere.

Mentre Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno iniziato un primo colloquio (a distanza) per poter formare un governo, perlomeno di scopo, hanno avuto luogo quest’oggi i primi incontri tra i capigruppo del M5s e gli altri partiti. Danilo Toninelli e Giulia Grillo hanno richiesto la presidenza delle Camere, ottenendo le prime risposte.

Incontri che hanno seguito di poche ore la telefonata tra Salvini e Di Maio, promessa in conferenza stampa dal leader della Lega e prontamente arrivata nella serata di ieri. Una telefonata raccontata sul profilo Facebook dallo stesso candidato premier del Movimento 5 stelle:

Queste le parole dei rappresentanti a Cinque stelle, riportate dall’Ansa, al termine dei colloqui odierni: “Abbiamo ribadito alle forze politiche di voler indicare le presidenze delle Camere slegando queste nomine dalla questione del governo e facendo sì che si tratti di nomi rappresentativi della volontà popolare che ha indicato nel M5s la prima forza politica del Paese e abbiamo registrato l’apertura sia del Pd che della Lega sul metodo“.

Matteo Salvini
Matteo Salvini (fonte foto https://twitter.com/PossidonioGiord)

Incontro M5s-Pd per la presidenza delle Camere

La tesi del Movimento 5 stelle è spiegata da Toninelli: “È giusto che la presidenza della Camera vada al M5s. Abbiamo chiesto di avere un presidente della Camera, perché vogliamo che alla Camera si parta con la delibera sui vitalizi. Siamo in una fase di primi incontri per capire se è possibile trovare delle convergenze. Abbiamo parlato di metodo. Ci saranno altri incontri nei prossimi giorni“.

Pd, Rosato: “Non c’è preclusione, se i nomi sono all’altezza

Al termine dell’incontro ha commentato la questione relativa ai presidenti delle Camere Ettore Rosato, rappresentante del Pd. Quella dei dem è un’apertura, ma solo in parte: “Il Pd non chiede niente, ma se i profili sono adeguati non c’è preclusione a votare nomi proposti da chi ha vinto le elezioni, se sono all’altezza del ruolo“.

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ultimo aggiornamento: 15-03-2018

Mauro Abbate