Quantcast
Pensioni e lavoratori precoci: cosa cambia dal 2027 per chi ha iniziato a lavorare presto
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Pensioni e lavoratori precoci: cosa cambia dal 2027 per chi ha iniziato a lavorare presto

inps uffici

Per i lavoratori precoci la Quota 41 resta ferma fino al 2026, poi torna l’adeguamento alla speranza di vita.

Per chi ha iniziato a lavorare molto presto, la Quota 41 continua a rappresentare una delle strade più importanti per l’uscita anticipata. Ma il quadro non resta immutato ancora a lungo. La misura dedicata ai cosiddetti lavoratori precoci resta infatti agganciata ai 41 anni di contributi solo fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027, invece, torna in gioco l’adeguamento automatico alla speranza di vita, con un primo aumento già previsto dalla normativa richiamata dall’INPS.

Il logo dell’INPS accanto a una lente di ingrandimento e alcuni documenti
Il logo dell’INPS in primo piano con una lente d’ingrandimento su alcuni documenti – www.newsmondo.it

Chi può andare oggi in pensione con Quota 41

Va chiarito subito un punto: non basta aver iniziato a lavorare da giovanissimi. La disciplina INPS non parla genericamente di chi ha lavorato da minorenne, ma di chi può far valere almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento dei 19 anni. In più, il beneficio è riservato ai lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 che rientrano in specifiche condizioni tutelate, come disoccupazione dopo esaurimento della NASpI da almeno tre mesi, invalidità civile almeno al 74%, assistenza continuativa a un familiare con handicap grave oppure svolgimento di attività usuranti o gravose. Fino alla fine del 2026, per questa misura il requisito resta fissato a 41 anni di contribuzione.

Anche sul fronte delle domande c’è un dettaglio importante da non sbagliare. Oggi le richieste di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio seguono le stesse scadenze dell’APE sociale: 31 marzo, 15 luglio e, in ultima istanza, 30 novembre di ogni anno. Una volta maturato il requisito, la decorrenza della pensione arriva dopo una finestra di tre mesi.

Cosa cambia dal 2027

La novità vera scatta dal 2027. L’articolo 17 del decreto-legge n. 4 del 2019, come richiamato dall’INPS, stabilisce che per i lavoratori precoci il requisito dei 41 anni vale fino al 31 dicembre 2026 e che dal 1° gennaio 2027 torna l’adeguamento agli incrementi della speranza di vita. A febbraio 2026, inoltre, l’INPS ha spiegato che l’adeguamento previsto dalla legge di Bilancio 2026 è pari a un mese per il 2027 e a tre mesi per il 2028. In pratica, salvo nuovi interventi legislativi, la soglia per la Quota 41 passerebbe a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028.

Il punto centrale, quindi, è che non cambia un’età anagrafica fissa, perché la Quota 41 dei precoci continua a essere una misura costruita soprattutto sui contributi. Cambia però il traguardo da raggiungere, e per chi sta pianificando l’uscita dal lavoro questo può fare la differenza. Per questo conviene controllare l’estratto conto contributivo INPS e verificare con attenzione non solo gli anni versati, ma anche il possesso di tutti i requisiti soggettivi richiesti dalla norma.

Leggi anche
Carta dedicata a te 2026: quando arriva e i nuovi importi

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2026 10:30

Carta dedicata a te 2026: quando arriva e i nuovi importi

nl pixel