Raiola sul caso Donnarumma: “Il Milan aveva creato un ambiente ostile e violento”

Il procuratore ha esposto la propria verità sul mancato rinnovo di Donnarumma con il Milan.

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Dopo un’attesa lunga un giorno, sono state diffuse le parole di Mino Raiola sul caso Donnarumma nella ‘conferenza stampa’ privata. Questo il sunto delle sue dichiarazioni, riportato da Sky Sport 24: “Si era creata una situazione troppo ostile nei confronti di Gigio. È stato minacciato, è stata minacciata la famiglia. Mi prendo al 100% la responsabilità della decisione. Ci sono stati degli striscioni che la società non ha fatto rimuovere. Io avevo chiesto tempo per valutare il nuovo corso, non ci è stato concesso. Avevo garantito alla dirigenza che non saremmo mai partiti a parametro zero, per mettere al sicuro la parte patrimoniale. C’è stato un atteggiamento passivo da parte del club nei suoi confronti. I grandi club sono su di lui da quando aveva 14 anni, se avesse voluto andare via lo avrebbe già fatto. La questione non è economica, ma di forma. Possibilità di dietrofront? Oggi non voglio riaprire questi discorsi. Mirabelli è stato solo una parte della vicenda. Con lui non c’è feeling, non mi piace il suo modo di lavorare, siamo su mondi diversi. Con Fassone ho un ottimo rapporto, ma loro hanno fatto le loro scelte, noi le nostre. Se costringono Donnarumma in tribuna per un anno è mobbing.

Raiola: “Non è una questione di soldi

Ai microfoni della Rai, Raiola ha poi aggiunto: “Si era creato un ambiente troppo ostile tra le parti, la verità è questa. In un ambiente troppo ostile non può uscire un buon risultato per nessuna delle parti. Noi siamo stati costretti a prendere una decisione che non avevamo pronta e quindi la risposta è stata negativa. Anche il modo in cui è stato condotto il tutto, molto pubblico, creando un ambiente ostile e violento, ha fatto sì che si prendesse questa decisione. L’unico problema che non c’è è quello dei soldi, non ne abbiamo mai parlato, non c’è stato modo di parlarne perché non c’è stato concessa l’opportunità da parte del Milan. Clausola rescissioria? Non ne abbiamo parlato perché non eravamo a questo punto. Quando uno arriva alla clausola vuol dire che si è già al 90% del contratto. Noi abbiamo osservato gli atteggiamenti da parte della società, anche pubblici, e abbiamo deciso così“.