Cosa c’è nel futuro del giornalista Sigfrido Ranucci? C’è chi parla di politica anche seguendo l’andamento degli ultimi sondaggi.
Sigfrido Ranucci non pensa alla politica e non ha intenzione di trasformare la sua esperienza giornalistica in una candidatura anche se, va detto, solamente pochi giorni fa le sue affermazioni avevano portato a credere il contrario. A dirlo è lo stesso conduttore e giornalista di Report, intervenuto all’Adnkronos a margine della presentazione del suo libro Il ritorno della casta, al Villetta Social Lab Garbatella, il quartiere dove è nato.

Ranucci e la politica: cosa filtra
“Ma quale candidatura, ma quale politica: io voglio continuare a fare inchieste”, ha spiegato Ranucci, tornando anche sul suo allontanamento da Report. “Hanno fatto tutto questo casino per cacciarmi e togliermi da Report perché, forse, la politica mi teme più come giornalista d’inchiesta”. Dopo 35 anni di inchieste, il giornalista dice di non aver ancora compreso le ragioni del suo spostamento.
Quanto a un possibile ingresso nella politica, Ranucci è categorico: “Non scendo in politica: la politica è una cosa seria e non mi sento all’altezza, è un mestiere troppo serio per me”. E ribadisce: “Non voglio entrare in politica: non è mia intenzione candidarmi”.
Il giornalista ha poi parlato del rapporto tra politica e informazione, criticando quei politici che, a suo giudizio, si concentrano sul format di Report invece di occuparsi del proprio lavoro. Ranucci ha inoltre citato un sondaggio Swg pubblicato da La7: “Nonostante la campagna di discredito, secondo il sondaggio Swg pubblicato da La7 ho il 7% di gradimento. Ma c’è anche un altro dato, il 63% degli italiani mi considera credibile per guidare il Paese. Ma Mentana questo non lo dice”.
Il futuro del giornalista
Infine, Ranucci ha ribadito ciò che vorrebbe fare in futuro: tornare alle inchieste. “Quello che mi piacerebbe fare è tornare a fare inchieste. Vedremo dove”. L’obiettivo resta anche quello di continuare il proprio impegno civile, “battermi per i diritti civili e stare al fianco delle persone più fragili e più bisognose”, ovunque sarà possibile farlo.