La decisione del giornalista Sigfrido Ranucci contro la Rai: ecco il ricorso dopo la rimozione dalla conduzione di Report.
Non ci sta Sigfrido Ranucci a lasciare la conduzione di Report dopo essere stato rimosso dalla Rai a seguito delle note vicende che lo riguardano. E così, dopo aver liberato il proprio ufficio con tanto di scatoloni mostrati via social, il giornalista è passato alla carica in tribunale, facendo ricorso contro la scelta dell’azienda.

Ranucci porta la Rai in tribunale: il ricorso
Sigfrido Ranucci è passato alle vie giudiziarie contro la Rai. Il giornalista ha depositato un ricorso d’urgenza alla Sezione Lavoro del Tribunale di Roma per contestare il provvedimento con cui l’azienda lo ha allontanato, lo scorso 28 agosto, dalla conduzione di Report e dal ruolo di responsabile autoriale della trasmissione. L’obiettivo è ottenere il rientro nel programma d’inchiesta, mentre è ancora in corso l’inchiesta sull’attentato di cui Ranucci è stato vittima e che, secondo il testo, è stato commesso dal suo amico Valter Lavitola.
La scelta della procedura d’urgenza è legata anche a due date considerate decisive. Il 27 settembre scadrà infatti il termine entro il quale il giornalista dovrebbe scegliere una delle tre posizioni professionali proposte dalla Rai. L’8 novembre, invece, è prevista la partenza della nuova stagione di Report. A rappresentare Ranucci sono gli avvocati Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi, parte del team dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita.
Le ragioni del ricorso: parla la difesa di Ranucci
La difesa, come riferito anche da Repubblica, contesta le motivazioni indicate dalla Rai per giustificare l’allontanamento. Nel provvedimento aziendale, secondo i legali, vengono utilizzate espressioni come “obiettiva situazione di incompatibilità”, “continue pressioni” e “percezioni di opacità, commistione e interferenze”, senza però indicare fatti concreti già accertati e riferibili a Ranucci, né spiegare quale sarebbe il legame tra tali elementi e la necessità della sua rimozione.
Gli avvocati hanno ricordato inoltre di aver chiesto alla Rai chiarimenti e documenti sulle valutazioni relative alla credibilità, all’autorevolezza e all’indipendenza professionale del giornalista, senza ricevere ulteriori spiegazioni o documentazione. Il ricorso richiama anche le prese di posizione pubbliche di esponenti politici e istituzionali che, nelle settimane precedenti, avevano chiesto la rimozione di Ranucci da Report. Per i suoi legali, la successione temporale degli eventi e la genericità delle motivazioni aziendali configurerebbero un quadro indiziario compatibile con una decisione discriminatoria per ragioni politiche e convinzioni personali.
La richiesta non mira a mettere in discussione le scelte editoriali della Rai, ma a verificare la legittimità della rimozione. Una questione che, secondo la difesa, riguarda anche il rapporto tra potere politico, indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e autonomia del giornalismo d’inchiesta.