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Rapina al Banco Río: il “Robo del Siglo” di Acassuso
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La rapina al Banco Río: 23 ostaggi, 19 milioni di dollari e la fuga attraverso le fogne

rapina in una banca con banconote varie

Nel 2006 una banda assaltò il Banco Río di Acassuso, prese 23 ostaggi e fuggì attraverso un tunnel con un bottino stimato in 19 milioni di dollari.

Il 13 gennaio 2006, cinque uomini entrarono nella filiale del Banco Río di Acassuso, nell’area metropolitana di Buenos Aires. Presero in ostaggio 23 clienti e dipendenti mentre centinaia di poliziotti circondavano l’edificio. Quella che sembrava una normale rapina con ostaggi era in realtà la copertura di un piano preparato per mesi: mentre un componente trattava con la polizia, gli altri svuotavano le cassette di sicurezza e preparavano una fuga sotterranea.

ladro che compie un furto
ladro che compie un furto

Banco Rio: ventitré ostaggi come diversivo

L’assalto iniziò intorno alle 12:38. Uno dei rapinatori, Luis Mario Vitette Sellanes, divenne il principale interlocutore dei negoziatori e fu ricordato come l’“uomo dal vestito grigio”. La banda prolungò per ore la trattativa, arrivando perfino a chiedere delle pizze. Nessun ostaggio venne ucciso. Nel frattempo furono aperte circa 145 cassette di sicurezza, contenenti denaro, gioielli e altri beni. Il valore complessivo del bottino fu stimato in circa 19 milioni di dollari.

La parte più spettacolare del piano si trovava sotto il pavimento. La banda aveva preparato un tunnel che collegava il banco alla rete dei desagües pluviales, realizzando un varco nel sottosuolo. Quando le trattative si interruppero e le unità speciali entrarono nell’edificio, i rapinatori erano già scomparsi. Utilizzarono piccoli gommoni per muoversi nella rete sotterranea e raggiunsero un punto in cui li attendeva un veicolo per la fuga.

Prima di andarsene lasciarono una frase destinata a diventare celebre: “En barrio de ricachones, sin armas ni rencores, es solo plata y no amores”. Il colpo venne presto soprannominato in Argentina “El Robo del Siglo”.

Arresti, condanne e milioni mai recuperati

L’indagine portò a Fernando Araujo, Rubén Alberto De la Torre, Julián Zalloecheverría e Sebastián García Bolster. Nel 2010 furono condannati rispettivamente a 14, 15, 10 e 9 anni. García Bolster venne considerato fondamentale nella progettazione del tunnel. Vitette fu giudicato separatamente e ricevette una pena unica di 21 anni e mezzo comprendente anche altri reati.

Le pene furono successivamente ridotte in appello e Vitette venne espulso dall’Argentina nel 2012, tornando in Uruguay. La polizia recuperò circa 1,17 milioni di dollari, oltre a gioielli e beni acquistati con parte del bottino: più di 17 milioni di dollari tra denaro e preziosi non furono invece mai recuperati. Nel 2020 nessuno dei principali condannati era ancora detenuto per quella rapina.

Il caso conserva inoltre alcuni punti oscuri. Nel 2026 una ricostruzione della procura di San Isidro ha nuovamente indicato un uomo soprannominato “El Enano” come possibile ideatore della rapina: non fu mai arrestato né processato. A vent’anni dal colpo, dunque, la spettacolare fuga è stata ricostruita in gran parte, ma non tutti i componenti e il destino della maggioranza del bottino sono stati definitivamente chiariti.

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ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2026 11:59

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