Il Recovery fund non basta a Matteo Salvini che punta il dito contro il premier Conte: “Una resa incondizionata”.

Al termine del Consiglio europeo che ha confermato il Recovery fund e assegnato 209 miliardi circa a Roma, il Centrodestra attacca il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che a detto di molti ha portato a casa un risultato storico per il Paese. Evidentemente non è così per Matteo Salvini, che non condivide l’entusiasmo dilagante che circola nel governo.

Recovery fund, Salvini contro Conte: “Una resa incondizionata”

È dura l’analisi di Matteo Salvini, che parla dell’accordo sul Recovery fund come di una resa senza condizioni da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Stiamo parlando di soldi prestati che arriveranno se va bene fra un anno, solo e soltanto se l’Italia farà le riforme in pensioni, lavoro, giustizia, sanità e istruzione richieste dall’UE. Tradotto: ti presto dei soldi se torni alla legge Fornero e se metti una patrimoniale. Noi vigileremo perché così non sia. Va restituito coi versamenti annui che l’Italia versa all’UE. Non c’è nessun regalo per nessuno, è un prestito. E’ una resa mani e piedi senza condizioni.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

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Giorgia Meloni è decisamente meno critica rispetto a Matteo Salvini. Critica il risultato ottenuto da Conte ma ne apprezza pubblicamente la battaglia pro-Italia contro i Paesi del Nord.

“Abbiamo votato a Bruxelles per il debito comune, che ha reso possibile il Recovery Fund. Abbiamo tifato per l’Italia in ogni momento. Con la coscienza a posto ora, a negoziato concluso, voglio dire che Conte è uscito in piedi ma poteva e doveva andare meglio. È stato sbagliato dare per acquisiti i 500 miliardi di sussidi proposti da Merkel e Macron e poi aprire a un taglio in cambio di zero condizionalità. È tornato a casa con meno sussidi e più condizionalità. Gli riconosciamo di essersi battuto per contrastare le pretese egoistiche dei Paesi nordici ma il risultato finale purtroppo non è quello che speravamo.

La numero uno di Fratelli d’Italia si dice preoccupata per le tempistiche e per il super freno di emergenza che potrebbe rallentare l’iter per l’assegnazione dei fondi. E l’Italia non può permettersi di perdere altro tempo.

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