“Ripararsi chiudendo gli accessi d’aria”, la raccomandazione dei magistrati in caso di attacco chimico o nucleare.

Il ministero della Giustizia ha redatto un documento di 12 pagine. Al suo interno, il ministero della Giustizia ha riassunto le oltre 200 pagine del Piano nazionale in cui vengono spiegate le norme in caso di attacco chimico o nucleare. Il ministero della Salute si è occupato di curare il documento. All’interno del testo, viene spiegata la procedura da seguire in caso di “un attacco terroristico con aggressivi Chimici” per ripararsi dalle radiazioni.

“Ripararsi in stanze senza finestre e chiudere gli accessi d’aria”. Questo il suggerimento dei magistrati secondo quanto redatto nel piano per un eventuale attacco chimico o nucleare. Il ministero della Giustizia ha inviato il documento nella giornata di mercoledì agli uffici giudiziari. Tra questi, la Cassazione, la Procura nazionale antimafia e le Procure generali delle corti d’appello.

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Le norme da seguire

Il documento spiega la procedura da seguire in caso di “fall out” atomico e di “un attacco terroristico con aggressivi Chimici, non previsto. E di cui all’inizio non si conoscono le modalità di rilascio e il tipo di agente. Tale attacco può comportare danni gravi, evidenti ed immediati a carico dei soggetti esposti, a differenza degli attacchi di tipo Biologico e Radiologico i cui effetti si presentano invece dilazionati nel tempo”.

Il tutto, “tendo conto delle informazioni e delle valutazioni effettuate dalle agenzie di intelligence e dagli altri enti istituzioni preposti”. Già in marzo Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, ha redatto un nuovo Piano nazionale per la gestione di emergenze radiologiche nucleari.

Il Piano spiega anche le norme comportamentali da seguire, anche per quanto riguarda il “fattore esposizione”. Le regole principali da seguire – secondo il documento – sono tre:  “rimanere all’interno dell’edificio indenne fino a quando le autorità competenti non diano indicazioni diverse. Lasciare l’edificio colpito in maniera ordinata e cercare riparo in una struttura vicina non danneggiata. Ridurre l’esposizione togliendo i vestiti potenzialmente contaminati, mettendoli subito a lavare in lavatrice o abbandonandoli all’esterno della propria abitazione e lavare tutte le parti del corpo esposte“.

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ultimo aggiornamento: 26-05-2022


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