Nella relazione semestrale al Parlamento, la Dia ha sottolineato come la mafia abbia accelerato il “processo di trasformazione e “sommersione”. Meno casi di violenze, maggiori infiltrazioni.

ROMA – “La mafia è cambiata“. E’ questo in sintesi il quadro che emerge dalla relazione semestrale redatta dalla Direzione Investigativa Antimafia e consegnata al Parlamento.

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“La mafia cambia, accelerato il processo di sommersione”

Gli esperti della Dia hanno spiegato come tutte le organizzazioni mafiose abbiano accelerato il “processo di trasformazione e sommersione” già in atto da tempo, senza però rinunciare del tutto all’indispensabile radicamento sul territorio e a quella pressione intimidatoria che garantisce loro la riconoscibilità in termine di ‘potere’ criminale. In sostanza, Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta lavorano costantemente per ampliare le proprie capacità di relazione e sempre più in sinergia con i colletti bianchi, “sostituendo l’uso della violenza, con linee d’azione di silente infiltrazione“.

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Le attività illecite

La relazione della Dia è chiaramente suffragata dai dati: rispetto al secondo semestre del 2019 si registra da un lato il calo degli “omicidi di tipo mafioso e delle associazioni mafiose (passati rispettivamente da 125 a 121 e da 80 a 41) e dall’altro un aumento dei delitti connessi con la gestione illecita dell’imprenditoria, le infiltrazioni nei settori produttivi e l’accaparramento di fondi pubblici. Gli episodi di corruzione e concussione sono passati da 20 a 27, l’induzione indebita a dare o promettere utilità da 9 a 16, il traffico di influenze illecite da 28 a 32, la turbata libertà degli incanti da 28 a 32.

ultimo aggiornamento: 22-09-2021


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