Rendering auto: cosa sono e come vengono utilizzati

Rendering auto: cosa sono e come vengono utilizzati

Realizzati tramite software appositi, i rendering auto possono anticipare, in maniera più o meno realistica, l’aspetto di restyling e facelift di modelli esistenti o l’aspetto di nuove auto.

Con il termine ‘rendering‘, in computer grafica, si intende quel procedimento attraverso il quale si genera un’immagine, non necessariamente realistica a partire da un modello bidimensionale o tridimensionale. Questa tecnica trova applicazioni in numerosi ambiti, dall’architettura al cinema, fino alla progettazione automobilistica.

Cosa sono i rendering auto

I rendering auto sono immagini di automobilisti ‘rese’, in maniera più o meno dettagliate, sulla base di un modello. Quest’ultimo può essere fisico (ossia l’auto vera e propria) o digitale. Nel secondo caso, il punto di partenza per la realizzazione del rendering può essere rappresentato da un concept o un bozzetto preliminare.

L’immagine, o le immagini, ‘rendered‘, ossia restituite dal processo di rendering, possono avere varie destinazioni d’uso in ambito automobilistico. In genere, la maggior parte delle elaborazioni si basa su indicazioni raccolte dalla stampa di settore o su indiscrezioni più o meno fondate relative ad un modello di auto. Di solito, i rendering servono ad avere un’idea più chiara di quello che potrebbe essere l’aspetto complessivo dell’automobile o di una sua parte (interni, frontale, retro o fiancata laterale).

Come si realizza un rendering auto

I rendering automobili vengono realizzati mediante specifici software. Il principio di base condiviso dalla stragrande maggioranza dei programmi utilizzati per il rendering consiste nel tracciare i punti di luce; per ovvi motivi, non è possibile attuare quest’operazione per ogni singola traccia luminosa né per isolare porzioni più ampie di superfici colpite da un fascio di luce. Per questo, sono state sviluppate diverse tecniche, ciascuna delle quali si basa su di uno specifico algoritmo.

  • la rasterizzazione consiste nel trasformare un’immagine descritta da vettori in una formata da raster (ovvero pixel); questo processo utilizza un algoritmo diverso a seconda dell’elemento da convertire (una semplice linea oppure un poligono);
  • il ‘ray casting‘ (letteralmente “proiezione del raggio”); questa tecnica consiste nel proiettare un raggio di luce su di una superficie. La definizione viene utilizzata per la prima volta nel 1982 in un’articolo che descriveva una tecnica di rendering dei solidi geometrici;
  • il ‘ray tracing‘ (letteralmente “tracciatura del raggio”); da molti punti di vista, si può considerare questa tecnica come il miglioramento della precedente. Il ‘ray casting’, infatti, poneva diversi problemi (oltre alla scelta di quale oggetto inserire per primo all’interno del raggio); tra questi vi era anche l’impossibilità di ‘seguire’ lo sviluppo del raggio di luce nel momento successivo all’intersezione con l’oggetto (ovvero riflessione, rifrazione e proiezione d’ombra). Questa problematica venne risolta nel 1979 con l’introduzione di un nuovo algoritmo ma solo di recente le due tecniche vengono considerate come indipendenti e le relative diciture utilizzate in maniera separata.

Gli utilizzi del rendering automotive

Come già accennato, le tecniche di rendering trovano un’applicazione piuttosto diffusa anche in ambito automobilistico. Le immagini ‘rendered’ possono essere prodotte sia dalle case costruttrici sia da altri, a scopo divulgativo.

Nel primo caso, il rendering ha anche una funzione di tipo commerciale. Quando un’azienda automobilistica annuncia una novità, può utilizzare un’immagine di rendering per fornire le prime indicazioni alla stampa specializzata ed al pubblico.

Rendering auto
Fonte immagine: pixabay.com/it/illustrations/amg-mercedes-auto-sls-1880381/

Molto spesso, è nell’interesse della Casa creare un clima positivo attorno ad un nuovo modello, oppure nei riguardi di un restyling di gamma per uno o più modelli già inclusi nei propri listini. Ovviamente, così come i video teaser, i ‘bozzetti‘ ottenuti con il rendering non sono mai particolarmente accurati, sia perché il modello o la parte che verrà ridisegnata non sono stati ancora completamente sviluppati, sia per non perdere l'”effetto sorpresa” per il prodotto definitivo.

Tra le parti dell’auto che più di frequente vengono ‘svelate’ parzialmente in anteprima tramite rendering vi sono il frontale (per intero, in caso di facelift auto) o solo alcune parti di esso, come ad esempio i gruppi ottici (se cambia la forma della firma luminosa, sfruttando gli effetti di controluce, o se cambia la tecnologia con l’adozione di proiettori a LED). Inoltre, i rendering auto possono fornire indicazioni preliminari sulla grigia anteriore, una nuova calandra caratterizzata da una diversa geometria, oppure sull’introduzione di parti aerodinamiche come nuove prese d’aria od anche uno splitter.

Stesso discorso vale anche per le altre sezioni di carrozzeria. Non mancano i casi di rendering ‘parziale’ della fiancata dove è possibile intravedere un diverso profilo della cornice dei finestrini oppure una nuova configurazione (sedan, hatchback, station wagon o altre) rispetto alla generazione o alla versione precedenti.

Le immagini rendering auto realizzate da portali specializzati, invece, servono per lo più a supportare ipotesi o indiscrezioni. Ad esempio: quando una casa automobilistica, senza fornire particolari dettagli, annuncia l’arrivo – nell’arco di alcuni anni – di un nuovo modello di gamma (sempre preceduto da un prototipo o un concept), si prova ad ‘immaginare’ il prodotto finito. Questo tipo di rendering auto ‘raccoglie’ tutti gli indizi relativi al nuovo modello e li traduce in un’immagine rendered.

Molto spesso ci si basa su elementi concreti, come ad esempio la posizione del modello venturo rispetto alla gamma del marchio: se la nuova auto si colloca tra due prodotti esistenti (per esempio, un SUV crossover a metà tra uno di taglia grande e uno compatto), si possono ipotizzare – verosimilmente – una serie di caratteristiche quali dimensioni e carrozzeria, specie se si è già a conoscenza della base meccanica e delle motorizzazioni destinate a quel particolare modello.

Poiché i rendering mirano soprattutto a restituire un’impressione complessiva del possibile aspetto di un’auto che ancora non esiste, di frequente si attinge ad un prodotto già in commercio: si tratta di una scelta ispirata al buon senso poiché, salvo casi eccezionali, nessuna Casa automobilistica si discosta dai propri stilemi caratteristici quando introduce un nuovo modello all’interno della propria gamma, soprattutto se deve collocarlo in un segmento che già occupa con altri prodotti.

Un esempio, in tal senso, può essere costituito dall’Alfa Romeo Tonale, il nuovo SUV mid-sized della Casa del Biscione. Prima dell’annuncio ufficiale del nome e della presentazione al Salone dell’Auto di Ginevra 2019, il nuovo Sport Utility Vehicle del marchio era stato ‘ipotizzato’ in una serie di rendering che, gioco forza, includevano le caratteristiche più tipiche delle nuove Alfa Romeo, ovvero il trilobo frontale e le prese d’aria del labbro inferiore anteriore.

Fonte immagine interna: pixabay.com/it/illustrations/amg-mercedes-auto-sls-1880381/

Fonte immagine di copertina: pixabay.com/it/illustrations/auto-tridimensionale-veicolo-forma-3075497/

ultimo aggiornamento: 18-03-2019

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