Si avvicina i momento della resa dei conti tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Mentre prosegue la trattativa sul Recovery plan italiano, con il consiglio dei Ministri dell’8 dicembre rimandato probabilmente alla sera del 9, in Senato andrà in scena l’attesissimo confronto pubblico tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, impegnati in un braccio di ferro che potrebbe avere ripercussioni anche sulla stabilità del governo, al punto che non si esclude una crisi di Natale.

Mes e Recovery plan, la resa dei conti tra Renzi e Giuseppe Conte

Sul Recovery plan il discorso sembra più o meno lineare. Italia Viva condivide il progetto generale ma non accetta la governance, con Palazzo Chigi che gestirà i fondi insieme con due ministri, una squadra di manager e i tecnici. Renzi punta i piedi e ribadisce di non essere intenzionato a fare passa indietro. Il Consiglio dei Ministri del 7 dicembre viene frettolosamente interrotto per la positività al coronavirus della ministra Lamorgese. Le parti si sarebbero dovute aggiornare l’8 dicembre, invece il Cdm è slittato. Prima avrà luogo il confronto sul Mes.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Sì alla risoluzione di maggioranza sul Mes, no alla task force per la gestione del Recovery plan: le condizioni di Italia Viva

La maggioranza è spaccata ma ha trovato un punto di caduta che permette anche ai 5 Stelle, fermamente contrari al Mes, di votare la risoluzione sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, atteso in Parlamento. Italia Viva osserva ma non firma la risoluzione. Prima vuole ascoltare le parole di Giuseppe Conte, poi deciderà il da farsi. E c’è chi non esclude che Renzi possa addirittura arrivare a sfiduciare il governo direttamente dal’Aula di Palazzo Madama. E alla luce delle indiscrezioni che circolano nulla è da escludere. Con ogni probabilità Renzi procederà con un ultimatum in vista del Consiglio dei Ministri decisivo sul Recovery plan.

Per quanto riguarda la risoluzione di maggioranza sul Mes i rischi sono minimi. Il premier Conte si muoverà su un terreno quasi del tutto bonificato dalle mine. L’unico errore che deve evitare è quello di ribadire il suo No categorico al Mes. A quel punto Italia Viva (ma anche il Pd) potrebbe decidere di votare contro anticipando lo scontro con il Premier.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Matteo Renzi indica la via ai suoi

E che la situazione sia quantomeno delicata lo si evince anche da un virgolettato che arriva dalle colonne del Corriere della Sera: “Con la riforma del Mes, Conte andrà avanti senza problemi. Ma sulla governance del Recovery fund non cedo. Non mi sposto di un millimetro. Per cui o fa un passo indietro lui o, se questo strappo alla democrazia finisce in un emendamento della legge di Bilancio, Italia viva non voterà la legge di Bilancio. Attenzione, non è che non votiamo l’emendamento e il resto sì. No, non votiamo tutta la legge di Bilancio. E ovviamente, nello stesso momento, Teresa Bellanova, Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto si dimetterebbero dal governo…“, sono le parole attribuite a Matteo Renzi.

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ultimo aggiornamento: 09-12-2020


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