Le restrizioni per i No Vax potrebbero partire dalla zona gialla. Ecco tutte le ipotesi al vaglio del Governo.

ROMA – Il premier Draghi avrebbe cambiato copione e sarebbe pronto ad allinearsi alle richieste dei governatori. Come detto, il Governo è al lavoro su un nuovo decreto sul Green Pass e, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, sulle restrizioni per i No Vax, che potrebbero partire dalla zona gialla.

La discussione tra i partiti è ancora in corso. Salvini ha ribadito il suo no all’obbligo vaccinale e, per questo, il presidente del Consiglio potrebbe decidere di seguire la strada di Germania e Austria per evitare strappi all’interno della maggioranza e arrivare ad un compresso.

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Zona gialla, restrizioni per no vax

Il Governo sarebbe pronto a cambiare le regole in zona gialla per non penalizzare i vaccinati. Sul tavolo di Palazzo Chigi quindi, la possibilità di autorizzare l’ingresso in ristoranti, bar, al cinema, al teatro, negli stadi o in palestra ai solo vaccinati o ai guariti dal Covid. Resta da capire se le restrizioni per no vax saranno le regole standard della zona Gialla o una possibilità alla quale possono fare ricorso i Presidenti delle Regioni nel caso in cui lo ritengano necessario.

A meno che il governo non chiuda la questione cambiando le regole sul Green Pass e affidandosi al modello 2G, come sembra. In questo caso per avere la certificazione sarà necessario essere vaccinati o guariti dal Covid. Niente certificazione verde dopo il tampone, almeno per quanto riguarda la vita sociale. Il tampone sarebbe ancora accettato per andare a lavoro.

Cambiano le regole in zona Gialla?

Il governo valuta un cambio di passo importante anche in vista delle prossime festività di Natale. Al vaglio dell’esecutivo c’è anche l’ipotesi, sempre per quanto riguarda la zona Gialla, di eliminare l’obbligo delle quattro persone al tavolo se non conviventi. Questo per il fattore sicurezza garantito dal vaccino.

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Il tema tamponi

Nella prossima cabina di regia si discuterà anche di tamponi. Su questo tema la maggioranza è divisa e toccherà al premier Draghi trovare un compromesso. L’ipotesi più probabile, anche per motivi logistici, è quella di mantenere i test riducendo la durata: 48 ore per i molecolari e 24 per gli antigenici.

Ma non è da escludere la possibilità di eliminarli definitivamente per ottenere il Green Pass. La partita, come detto, è ancora aperta e nei prossimi giorni la discussione dovrebbe entrare nel vivo. Il Consiglio dei ministri per dare il via libera a queste misure dovrebbe essere convocato per giovedì 25 novembre 2021.

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ultimo aggiornamento: 20-11-2021


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