Dal 1° ottobre 2026 in Italia le auto con airbag Takata difettosi non superano la revisione: ecco cosa sapere per evitare problemi.
Il richiamo degli airbag Takata ha segnato una nuova fase a partire dal 1° ottobre 2026, quando nuove normative in Italia hanno reso obbligatorio il controllo e la sostituzione degli airbag difettosi per superare la revisione auto. Questa misura è stata introdotta dal decreto direttoriale n. 229 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ha l’obiettivo di garantire la sicurezza degli automobilisti. In Italia, sono circa 4 milioni i veicoli coinvolti, con 1,25 milioni che circolano ancora con airbag potenzialmente pericolosi.

Il problema degli airbag Takata e le nuove regole per la revisione
Il rischio legato agli airbag Takata risiede nel generatore di gas, che può deteriorarsi a causa di fattori ambientali come alte temperature, umidità e sbalzi termici. In caso di incidente, l’airbag potrebbe attivarsi in modo anomalo, causando la rottura dell’involucro e la proiezione di frammenti metallici nell’abitacolo. Per questo, le autorità hanno rafforzato le procedure di controllo. La nuova disciplina prevede che, in presenza di un richiamo aperto, la revisione possa risultare con esito “Ripetere”, richiedendo una nuova verifica dopo la risoluzione del problema. Alcuni veicoli potrebbero essere soggetti al provvedimento Stop Drive, che vieta l’uso del veicolo fino alla riparazione. È importante notare che non tutti i richiami comportano automaticamente il divieto di circolazione, ma il provvedimento Stop Drive deve essere rispettato anche se la revisione precedente è ancora valida.
Modelli coinvolti e come verificare la propria auto
Gli airbag Takata sono stati installati su numerosi modelli di vari costruttori, soprattutto tra le vetture prodotte negli anni Duemila e nel decennio successivo. Tra i modelli da verificare, ci sono diversi veicoli di marchi come Citroën (C3, C4 e C-Zero), DS (DS3, DS4 e DS5), Opel (Astra, Vectra, Signum, Cascada, Meriva, Mokka e Zafira), Chevrolet (Aveo, Cruze, Orlando e Trax), Peugeot (iOn), Nissan (Almera, Almera Tino, Tiida, Teana, Maxima QX, X-Trail, Navara, Patrol, Terrano, Pathfinder e Note), Tesla (Model S), Audi (A3, A4, A5, A6, Q5, R8 e TT), Volkswagen (Beetle, Fox, Golf VI, Golf Plus, Eos, Passat, Polo, Sharan, Tiguan, up!, e-up!, California, Multivan, Transporter T5 e Crafter), Seat (Alhambra, Altea, Ateca, Exeo, Ibiza, Leon e Toledo), e Å koda (Citigo, Fabia, Kodiaq, Octavia, Rapid, Roomster, Superb e Yeti). Tuttavia, all’interno di ogni modello, solo alcune versioni, annate o fasce di numeri di telaio possono essere coinvolte. Per verificare se la propria auto è soggetta al richiamo, è necessario controllare il numero di telaio VIN, un codice di 17 caratteri presente sul veicolo e sulla carta di circolazione, e inserirlo nel portale della casa automobilistica o rivolgersi a un concessionario autorizzato.
Procedure per la sostituzione gratuita dell’airbag
Se si scopre che l’auto è interessata dal richiamo, è fondamentale prenotare il prima possibile la sostituzione dell’airbag difettoso. L’intervento è gratuito e i costi sono a carico del costruttore. Dopo la riparazione, è importante conservare la documentazione rilasciata dall’officina e assicurarsi che l’intervento sia correttamente registrato nei sistemi della casa automobilistica. In caso di esito negativo della revisione, è necessario seguire le istruzioni riportate nel verbale e rispettare le eventuali prescrizioni relative alla circolazione. Questa iniziativa mira a migliorare la sicurezza stradale, prevenendo potenziali incidenti causati da airbag difettosi.