Ospite al Forum Ansa c’è il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che critica le sanzioni ad Orban e prende le distanze dal Mes.

Intervistato da Paolo Cappelleri, Molinari si dichiara soddisfatto del 17% alle politiche, e lo descrive come il miglior risultato della loro storia. Ammette che il posizionamento di FdI ha superato le aspettative ma c’è da considerare secondo lui, che goda del proprio posizionamento all’opposizione. “chi sta al governo e affronta emergenze come il Covid e le bollette paga sempre un prezzo elettorale”.

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Sulle politiche migratorie

Collegandosi al discorso, Molinari introduce un tema caro al partito, quello delle politiche migratorie. “Se un paese che fa parte dell’Ue viene ritenuto non democratico non dovrebbe far più parte dell’Ue. Qui invece si fa una crisi politica sui provvedimenti e non vorrei entrare nel merito, molte delle leggi non trovano la mia condivisione. L’Europa non può dare legittimità sulle leggi di un governo legittimo. Oggi accade a Orban e domani magari può capitare all’Italia se c’è chi non è d’accordo con la nostra politica migratoria”. Aggiungendo “Non vorrei che dietro le sanzioni a Orban ci sia una critica politica”.

Ed è qui che dalle parole di Molinari si evince un implicito paragone delle politiche migratorie italiane con quelle di Orban, che possono essere situate sullo stesso piano? Ad ogni modo, il tema delle politiche migratorie è discusso anche toccando il discorso Russia-Ucraina, in cui dichiara che “La pace si ottiene aiutando l’Ucraina. Abbiamo già mandato molte armi, ma se fosse necessario l’Italia è pronta a fare la propria parte con l’Occidente“. 

Continua anche con altre considerazioni riguardo il Mes dichiarando che “Politicamente abbiamo grandi riserve sul Mes e cercheremo di modificare questo strumento“. Invece riguardo al Pnrr “basta dire che è stato fatto due anni fa quando non c’era il caro bollette“.

Per quanto riguarda invece la questione autonomia: “ l’abbiamo risolta con il programma comune del centrodestra: là si prevede insieme la riforma presidenzialista e quella dell’autonomia differenziata che non chiede modifica costituzionale e si può fare in poco tempo“.

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Il provvedimento sul reddito

A proposito della questione reddito Molinari dichiara: “Quota 41 costa 4 miliardi e mezzo: questi soldi si possono recuperare dal reddito che costa il doppio. Il provvedimento sul reddito è scritto bene, purtroppo l’applicazione non ha dato risultati sperati. L’assegno viene ricevuto ma le politiche attive per il lavoro non funzionano. Il Reddito rimanga ma solo per chi non può lavorare”.

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ultimo aggiornamento: 19-09-2022


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