Cosa sappiamo sull’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo: la scorta, lo scontro a fuoco e il rapimento

Cosa sappiamo sull’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo: la scorta, lo scontro a fuoco e il rapimento

La ricostruzione dell’agguato al convoglio dell’ambasciatore italiano ucciso in Congo. Il diplomatico era senza scorta.

ROMA – La ricostruzione dell’agguato al convoglio dell’ambasciatore italiano ucciso in Congo è ancora al vaglio delle autorità locali. La Procura di Roma ha aperto un’indagine e nelle prossime ore i carabinieri del Ros sono attesi nella zona dell’attentato per raccogliere dati fondamentali per l’inchiesta iniziata dai magistrati italiani.

Sono diversi ancora i punti da chiarire e le polemiche non mancano. Come riportato dall’AdnKronos, il diplomatico era senza scorta dopo l’ok da parte del governo locale ed era impegnato in una missione del World Food Programme per costruire in una scuola in quella zona.

La ricostruzione dell’attacco

La ricostruzione dell’agguato ancora è al vaglio delle autorità locali. Secondo le informazioni iniziali, ad essere ucciso per primo è stato l’autista congolese della macchina con a bordo l’ambasciatore italiano e la sua scorta.

Il resto delle persone sono state portate nella foresta. Probabilmente l’intenzione degli assalitori era quella di procedere con il rapimento dei funzionari. Al momento dell’arrivo dei rangers, che sono arrivati sul posto dopo l’allarme, è iniziato uno scontro a fuoco nel quale è rimasto ucciso il carabiniere italiano.

L’ambasciatore invece sarebbe rimasto ferito nello scontro a fuoco. Gli accertamenti dovranno chiarire da chi sia stato colpito, se dai rapitori o se dai ranger. L’ambasciatore, gravemente ferito, viene trasportato in ospedale, dove morirà a causa delle gravi ferite riportate.

Esercito

Le testimonianze

Arrivano anche le prime testimonianze delle persone che hanno assistito all’assalto. Dichiarazioni che sembrano confermare una prima ricostruzione. I due italiani sono morti colpiti dal fuoco nemico mentre il Iacovacci tentata di portare l’ambasciatore fuori dal conflitto.

Il giallo della scorta

Resta da chiarire la questione della scorta. Fonti in intelligence hanno confermato l’ok del governo di muoversi senza agenti di polizia.

I carabinieri del Ros nelle prossime ore sono attese in Congo per effettuare tutti gli accertamenti del caso e raccogliere le informazioni del caso. Sul convoglio doveva esserci anche l’addetto consolare Alfredo Russo, poi rimasto a Goma.

I guerriglieri del Ruanda

Le autorità locali battono la pista dei guerriglieri del Ruanda, un gruppo ribelle che si batte per la liberazione del Ruanda e che una propria organizzazione militare, una propria milizia. L’organizzazione è tristemente nota ai Paesi occidentali e ai servizi di intelligence, in quanto nel corso degli anni avrebbe compiuto attacchi sanguinari nel quale hanno perso la vita anche decine e decine di civili.