Non ha badato a modi Vittorio Feltri per dire la sua in merito alla recente polemica che ha visto coinvolto Stefano Bonaccini e anche Giorgia Meloni.
Il confronto a distanza tra Stefano Bonacci e Giorgia Meloni è stato oggetto delle attenzioni di Vittorio Feltri che, intervistato da Libero, ha avuto da ridire a proposito dell’uscita del presidente del Pd ed ex numero uno dell’Emilia Romagna, secondo cui “chi vota destra ha studiato poco”. Il giornalista non si è certo contenuto nel criticare l’uscita di Bonaccini, facendo anche alcuni esempi.

Vittorio Feltri e l’uscita di Bonaccini
A Libero, Vittorio Feltri ha risposto ad alcune domande con riferimento alle affermazioni di Stefano Bonacci secondo cui “chi vota destra ha studiato poco”. Senza giri di parole, Feltri ha detto: “Mi sembrano tutte ca..ate“. E ancora: “Le sue sono banalità . Si possono fare mille esempi. Anche nella storia italiana”.
L’esempio fatto da Feltri è molto particolare: “Benito Mussolini non era laureato”. “Un esempio non politicamente corretto? E che me ne frega. La realtà è questa. Lei ha sempre attribuito poca importanza al “pezzo di carta”.
La critica a Bonaccini
Nel suo discorso a Libero, dopo aver parlato dei suoi studi e del suo percorso, Feltri è quindi tornato alla carica sulle parole dell’ex presidente dell’Emilia Romagna. Per il giornalista quanto detto da Bonacci è “un’affermazione ridicola. Anzi: insulsa. Cosa vorrebbe dire Bonaccini? Che le persone intelligenti votano per i comunisti?”.
E ancora sul fatto che, secondo Bonaccini, la destra prenda voti da chi vive in periferia e guadagna poco: “Ma da cosa lo deduce? Sono cose prive di senso, tipiche di una sinistra cialtrona. Conosco tante persone che a prescindere da studi e condizioni di partenza hanno fatto cose interessanti. Sono importanti i risultati, non la strada che percorri per raggiungerli”.