Il testo della riforma della magistratura è passato alla Camera, ora passa al Senato.

La Camera dei Deputati ha approvato la riforma del Csm della ministra della Giustizia Cartabia. Il testo è passato con 328 voti in favore, 41 contrari e 25 astenuti. I voti contrari sono del partito all’opposizione Fratelli d’Italia mentre il partito di Matteo Renzi si è astenuto, ritenendola una riforma non riforma, cioè inutile.

Il testo oggi arriva in Senato dove i numeri sembrano più ridotti e sarà più difficile l’approvazione della riforma. A questo testo si è arrivati dopo mesi di trattative e non pochi ostacoli ha incontrato la ministra Cartabia. Il tentativo della riforma è cercare di eliminare -o quantomeno- limitare la politica all’interno del Consiglio superiore di Magistratura. Si tratta della terza riforma dopo quelle che hanno interessato il processo penale e civile voluto dalla ministra della Giustizia.

Di questa riforma fa parte anche l’elezione dei membri del csm che saranno scelti dalla magistratura attraverso un sistema maggioritario e proporzionale. In questo modo, l’elezione non sarà più certa e scontata ma vi sarà una vera e propria votazione. Un altro punto fondamentale in funzione della limitazione della politica all’interno della magistratura è il cosiddetto sistema di “porte girevoli” tra magistratura e politica. La riforma vuole porre dei limiti ai magistrati che decidono di intraprendere il percorso politico.

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La riforma del Csm approda in Senato

Per la ministra Cartabia questa è “la riforma migliore possibile, ben consapevoli che tutto è perfettibile”. Anche il vicepresidente del Csm si mostra entusiasta della riforma dicendo che “E’ “un primo passo, un passo importante“. Per David Ermini si tratta di “una riforma sicuramente necessaria e urgente, non solo per segnare il cambio di passo rispetto al passato, ma soprattutto per dare compiutezza all’ampio percorso riformatore della giustizia avviato in questi anni”.

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ultimo aggiornamento: 27-04-2022


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